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Attualità giovedì 25 giugno 2020 ore 18:20

Valdera, una città da 120mila abitanti

A settembre la presentazione di un progetto di mobilità innovativa e alternativa, con una valutazione degli effetti economici e sociali



PONTEDERA — ValderaLab, il laboratorio di progettazione della Valdera con uno sguardo al 2030, non chiude per ferie. Il percorso avviato lo scorso anno e coordinato da Nomisma, società di ricerca e consulenza economica di Bologna, apre la prospettiva ad un nuovo obiettivo: progettare la nuova mobilità della Valdera e valutarne gli effetti potenziali sotto il profilo economico e sociale.

All’inizio di quest’anno i risultati di una prima ricerca hanno evidenziato infatti "L’opportunità di investire sulla mobilità innovativa e alternativa in relazione a tre motori di sviluppo: servizi formativi scolastici ed extra-scolastici; offerta turistica, culturale e paesaggistica; polo logistico, tecnologico e ambientale".

I Comuni di Pontedera e Peccioli hanno deciso insieme di avviare un percorso basato sulla "definizione e valutazione di un progetto di mobilità per la Valdera" da presentare alla comunità e alla Regione all’inizio di settembre. Un percorso che sarà coordinato da Nomisma e che si concretizzerà nel progetto di fattibilità e valutazione socio-economica “Valdera Smart Mobility” che intende portare il "Meglio della progettazione infrastrutturale nel nostro specifico contesto micropolitano”. 

"È chiaro infatti - è stato spiegato - che sulla mobilità ci si gioca il futuro dell’economia, del turismo, della sostenibilità e della formazione delle nuove generazioni. È necessario focalizzarsi su pochi interventi ad alta priorità e la mobilità innovativa è certamente “la priorità” per tutte le altre progettazioni."

I sindaci Matteo Franconi e Renzo Macelloni hanno spiegato che questo progetto di fattibilità per una mobilità alternativa ed innovativa è "Un molo qualificato da cui salpare verso un'idea di comunità della Valdera intesa in senso complessivo".

"Un'unica grande città di 100.000‬ abitanti, con vocazioni eterogenee ed integrate da capitalizzare, connettere e mettere al servizio dei bisogni vecchi e nuovi dei cittadini ed essere all'altezza delle sfide che il futuro ci chiede di affrontare.

Quello della sostenibilità ambientale e funzionale del nostro sviluppo è la rotta che vorremmo prendere e condividere verso un approdo che ci faccia trovare pronti al tempo della ricostruzione post covid-19 ed intercettare le linee di finanziamento sapendo dove vogliamo andare".

Ma quali sono le caratteristiche attuali della mobilità sul territorio? La domanda di mobilità in Valdera è in forte crescita. L’ultimo censimento Istat disponibile mostra come i pendolari complessivi nell’area erano quasi 15.000 con un incremento del +21,4% in 10 anni, una velocità di crescita doppia rispetto alla media provinciale. Si può stimare che gli spostamenti giornalieri totali (non solo pendolarismo per lavoro e studio) nei Comuni dell’Alta Valdera, escludendo i tragitti a piedi inferiori ai 5 minuti, ammontino complessivamente a circa 60.000. I pendolari della Valdera sono per quasi il 70% lavoratori e per poco più del 30% studenti. Il polo di destinazione più importante per il territorio è il Comune di Pontedera che assorbe oltre il 30% del pendolarismo extracomunale di Ponsacco (punta del 35,1%), di Peccioli, di Chianni e poco più del 25% di quello di Terricciola.

Circa il 60% dei movimenti pendolari dell’area è di tipo extraurbano, percentuale che invece nella media provinciale si ferma al 50% e in quella regionale a circa il 40%. Un potenziamento dei servizi educativi scolastici ed extrascolastici e la prospettiva di riconoscimento e rafforzamento di insediamenti produttivi in ambito logistico, ambientale e tecnologico favorirebbero una maggiore attrattività dei flussi della Valdera.

Complessivamente quasi il 20% dei pendolari impiega oltre 30 minuti per raggiungere la propria destinazione, contro una media provinciale inferiore al 15% e una media regionale di poco superiore al 15%. Una criticità più accentuata nei Comuni più “lontani” come Chianni (30% di pendolari che impiegano oltre 30 minuti) e Lajatico (poco più del 25%).

La scelta dei mezzi di trasporto dei pendolari è squilibrata verso l’auto, mentre marginale è la scelta dei mezzi non motorizzati.

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