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Lavoro martedì 17 dicembre 2013 ore 16:11

Treni più cari e meno servizi sulla Pisa-Firenze

E' la tratta più frequentata della Toscana con 20mila pendolari, ma il biglietto aumenta del 21% in due anni mentre Trenitali taglia il 6% dei servizi



VALDERA — Ogni giorno sulla linea ferroviaria Pisa-Firenze si spostano circa 20mila persone, numero che la rende la più frequentata di Toscana e quella che garantisce anche i maggiori ricavi nel trasporto regionale a Trenitalia. Questo però non basta a mettere gli utenti al riparo da ritardi, malfunzionamento dei treni, sovraffollamento e spesso carrozze fredde. L'ultimo disservizio, un ritardo di oltre 40 minuti, si è verificato ieri (lunedì 16 dicembre) su uno dei treni della mattina diretti a Firenze passando per Pontedera ed Empoli. E pensare che qui sulla Pisa-Firenze il servizio erogato da Trenitalia è migliore che altrove; ad esempio è migliore della Pisa-Lucca-Aulla o della Firenze-Viareggio. Ma ogni tratta ha i suoi problemi in Toscana. A ribadirlo è Legambiente con l'iniziativa Pendolaria presentata a Firenze questa mattina con tanto di blitz nei pressi della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella dei manifestanti ambientalisti guidati dal presidente regionale Fausto Ferruzza.

I dati riportati da Lega Ambiente sono impressionati: in due anni il costo dei biglietti è aumentato del 21,8% significa che il documento di viaggio partendo da Pontedera per raggiungere Firenze dal dicembre 2011 ad oggi è aumentato di circa un euro e 75 centesimi, mentre per andare a Pisa di circa un euro e 20 centesimi. A fronte di questo aumento il servizio non è migliorato e anzi le corse sono state tagliate. Mediamente ogni tratta toscana ha subito in due anni tagli del 6,2% delle corse e dei servizi erogati in genere.

E pensare che la Regione i soldi per migliorare il servizio ferroviario li ha anche spesi. Nel 2013 sono stati stanziati 50 milioni di euro, oltre 22 milioni per il materiale rotabile, fondi che equivalgono a circa 0,76% del bilancio regionale “Si tratta di investimenti ingenti – dicono da Legambiente – in altre regioni si investe molto meno”. Ma evidentemente Trenitalia il servizio in Toscana non vuole proprio migliorarlo se si considera che in 10 anni la Regione ha applicato penali e quindi mancati fermato il trasferimento a Trenitalia di circa 10 milioni di euro a causa di ritardi pulizia, sovraffollamento e molti altri problemi patiti dagli utenti toscani.

Ogni giorno sulla linea regionale si spostano 234mila persone certe, perché a inizio mese comperano un abbonamento e i treni che quotidianamente si muovo sui binari toscani sono 754. Da Legambiente però anche da parte dell Regione, rilevano una criticità: per le infrastrutture stradali negli ultimi 10 anni sono stati spesi 697 milioni di euro, per le ferrovie 79 milioni, circa un decimo.

Intanto chi è costretto ad utilizzare il treno continua a convivere qualunque sia la tratta con disagi, ritardi, freddo, vagoni affollati, come ha potuto recentemente sperimentare il presidente della regione Enrico Rossi durante i suoi blitz da pendolare sulle linee ferroviarie toscane.

Alla fine della sua inchiesta Legambiente ha chiesto maggiori certezza sugli stanziamenti della Regione per il servizio ferroviario, di approvare subito una carta dei servizi e dei diritti degli utenti, di introdurre una detrazione del 20% per chi acquista abbonamenti per il trasporto pubblico locale e la costituzione di un'agenzia regionale per la mobilità oltre che la nascita di un ministero che si occupi solo del trasporto ferroviario.



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