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Attualità martedì 30 dicembre 2014 ore 14:30

Valderesi all'estero - Secondo capitolo: Amsterdam

Andrea Gotti, 25 anni
Andrea Gotti, 25 anni

Qui News Valdera ha intervistato quattro giovani che vivono lontano dall'Italia. Chi per inseguire un sogno e chi per avere uno stipendio normale



PONTEDERA — Se ne vanno per viaggiare, per diventare adulti, per coltivare i propri sogni ma ma molto spesso anche solo per avere uno stipendio normale e poter pagare un affitto. Gabriele, Andrea, Olimpia e Mara sono emigrati dall'Italia e sono andati rispettivamente a Sidney, Amsterdam, Londra e Berlino.

Tutti e quattro hanno vissuto in Valdera, Gabriele, 26 anni, è nato a Fabbrica di Peccioli, Andrea e Olimpia entrambi di 25 anni sono di Pontedera, Mara, 31 anni è nata a Milano ma poi ha vissuto a Chianni e Pisa.

Qui News Valdera li ha intervistati e loro hanno raccontato le loro vite in Australia, Paesi Bassi, Inghilterra e Germania.

Quattro storie che verranno raccontate singolarmente, la seconda storia parte da Pontedera e vola di nuovo in Australia, torna in Italia carica di speranze per poi rifare le valige, destinazione Europa, Paesi Bassi, Amsterdam.

Andrea Gotti, Zizzo per gli amici e André Maudit su Facebook, ha 25 anni (“Mi ha sempre affascinato il nome Cavalcante Cavalcanti ma scrivi pure Andrea. Per il resto ho 25 anni ma me ne sento 89), diverse esperienze e il sano desiderio di essere adulto e autosufficiente. Ma in Italia è difficile.

Perché sei andato via dall'Italia? - “Premetto che me ne ero già andato dall'Italia per un anno trasferendomi a Sydney. Avevo fatto la maturità scientifica, poi ho lavorato un anno nel bar dell'istituto Fermi di Pontedera, ragioneria e al magazzino del negozio di animali Zampy, mi stavo mettendo i soldi da parte per raggiungere l'Australia.

Ma quello in Australia era solo un viaggio, alla ricerca di un'esperienza che mi facesse crescere e scoprire un volto della vita che la mia città non poteva mostrarmi. Quando lasciai l'Australia per tornare a casa ero pieno di progetti, ero cambiato e per la prima volta pensavo da adulto, pensavo a trovare una casa, un lavoro stabile e diventare adulto e indipendente. La realtà che ho trovato non era come l'avevo sognata. Nel giro di un anno le mie speranze di vivere in Italia sono scese drasticamente, il malessere pervade aziende, famiglie, le strade dei negozi, non c'è la minima aria di cambiamento e le spese da affrontare tra affitto e auto non sono certo alla portata dei giovani che, se non sono già benestanti, sono costretti a vivere coi genitori e senza un soldo tra i risparmi. L'Italia e gli italiani vivono in uno stato di catalessi e affogano in un sistema che tende a rallentare il tempo e la crescita del paese. Basta attraversare le Alpi per capire in che razza di Truman Show stiamo vivendo. Così sono volato ad Amsterdam”.

Che lavoro fai - “Per il momento lavoro dietro il bancone di un bar nel centro di Amsterdam.. Ho fatto lo stesso lavoro anche a Sydney e a Fornacette. Qua il team è sereno, lo stress dei dirigenti non si riversa sui dipendenti perché l'economia funziona e i clienti lasciano buone mance. Tra stipendio e mance riesco a guadagnare ogni mese tra 1200 e 1500 euro, niente male”.


Consiglieresti questa esperienza? - “Si riesce a comprendere come si vive in Italia solo se si prova a vivere da un'altra parte. Tornando si percepisce una realtà così diversa e patetica che si è spinti davvero a voler cambiare e si capisce davvero l'arretratezza del nostro popolo.
Purtroppo non è sempre così, le strade di Amsterdam sono anche piene di immigrati che continuano a fare i turisti e dopo mesi tornano in Italia col cervello bruciato e la voglia di pasta senza un soldo in tasca”.


Quanto pensi di vivere fuori? - “Non lo so. L'Italia non mi manca, mi manca la mia famiglia, i miei amici ma non posso resistere li più di un mese o due. Tornare non è tra i miei programmi al momento. Ma non lo escludo per il futuro”.


Dove vivi e con chi? - “Vivo con una ragazza russa e il padrone di casa che è un italiano che vive qui da vent'anni, poi c'è il mio gatto e il suo gatto. Abbiamo camere singole e la casa è spaziosa ma gli affitti sono molto alti. la differenza è che comunque qua riesco a pagarlo”.


Raccontaci qualche aneddoto - “A volte mi sento immigrato. Non riesco ad apprendere la lingua perché l'inglese è molto diffuso e quindi non faccio mai conversazione in olandese. Quando sono tra la gente sento spesso schernire il mio accento, anche se in modo simpatico, a volte mi rendo conto del numero di italiani che gira per le strade di questa città e questa cosa mi rende triste. Conosco un egiziano. Si fa chiamare Memmo, non è certo il suo vero nome. E' scappato dall'Egitto per cercare fortuna in Italia. Ha vissuto a Milano 17 anni, poi ha aperto una pizzeria a Bergamo. Dopo due anni ha chiuso e adesso è ad Amsterdam, insieme a me, insieme a tanti altri giovani fuggiti. Ecco perché mi sento immigrato. Memmo un giorno mi ha detto: "Sono scappato dall'Italia, vengo qua e ci trovo tutti italiani. Che devo fare per non trovare italiani?"
E io gli ho risposto: "Torna in Italia".
A parte questo mi trovo bene, mi sento cittadino europeo proprio perché i confini non mi fermano, mi piace questa città, specialmente d'inverno e mi piacciono anche le olandesi che non è un elemento importante”.


Cosa ti manca di Pontedera e dell'Italia? – Ahaahaha (ride). “Sarei bugiardo se dicessi niente ma non è una mancanza così grave. Mi manca pranzare con mia nonna e parlare di un sacco di cose, mi manca entrare a casa dei miei e sentire le urla dei miei fratellini, mi manca andare in giro per i monti con mio padre e tutte le cazzate che facciamo coi miei amici. E' normale avere nostalgia del passato, ma non è Pontedera che mi manca o l'Italia, sono solo alcune persone della mia vita”.


Qual è la tua settimana tipo? - “Lavoro cinque giorni su sette su turni, mattina 9-16 oppure la sera 16-24. Mi muovo in bicicletta chiaramente, quando esco di solito resto in centro a fare due passi o a bere qualcosa. Ogni tanto frequento dei locali di musica, e lavoro ad un progettino che però va avanti molto lentamente”.


Chi vuoi salutare? - “Sicuramente i miei amici, poi voglio mandare un bacio alla mia famiglia e saluto anche i lettori di Qui News Valdera”.  

René Pierotti
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