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mercoledì 25 maggio 2022

PAROLE IN VIAGGIO — il Blog di Tito Barbini

Tito Barbini

In primo piano per decenni, nella politica italiana, all’improvviso non ne senti parlare più. Chiedi e nessuno sa darti notizie. Poi scopri che ha fatto una cosa che molti vorrebbero fare, ma sognano soltanto: dare lo stop alla vita di sempre e partire. Tito Barbini, classe 1945, sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale prima all’Urbanistica e poi all’Agricoltura, amico personale di Francois Mitterand. Si mette dietro le spalle tutto questo e intraprende un viaggio lungo cento giorni, che lo porta dalla Patagonia all’Alaska. Cento giorni a piedi e in corriera, per bagaglio uno zaino. Da allora attraversa confini remoti e racconta i suoi viaggi e i suoi incontri nei libri. E’ ormai, a tempo pieno, scrittore di viaggi. Più di dieci libri, non solo geografia fisica, paesaggi e luoghi, ma geografia della mente. In Patagonia o nel Tibet, un mondo altro, fatto di dolori, speranze, delusioni. Nel 2016 è uscito il libro "Quell’idea che ci era sembrata così bella - Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio"

​Pace, prima di tutto

di Tito Barbini - giovedì 05 maggio 2022 ore 07:30

Oggi sono in una piccola isola greca, seduto su una sedia di paglia chino a scrivere su un tavolo, coperto da una plastica a fiori che, sul ciglio del mare, raccoglie i riflessi del sole di primavera, filtra attraverso le grandi piante dei Tamerici dai fiori gialli e rossi che lambiscono le onde del mare. 

Un tempo si diceva che, nelle campagne o nei luoghi solitari in cui cresce una pianta di Tamerice, si possano udire lamenti terribili levarsi nella notte. Chissà, forse hanno a che fare con il mio sogno e il tradimento che mi suggerisce questa stupida guerra. Tradimento di una promessa di pace su cui pensavamo di contare per noi e per i nostri nipoti.

Avvicinandosi alla pianta si può vedere un uomo scalzo e liso piangere guardandone i rami. Ha la barba e i capelli lunghi e trasandati, porta le vesti da antico ebreo. Appena si accorge di essere osservato, si leva in aria come trasportato dal vento, con grida strazianti, e scompare in cielo. 

È Giuda, condannato a volare nell’aria e fermarsi a piangere a ogni pianta di tamerice che incontra, perché vede appeso a un ramo il suo corpo torturato da bestie feroci e uccelli. Infatti, dopo che si impiccò, la sua anima ebbe orrore di quella bocca che aveva tradito con un bacio il Cristo e, lasciato il corpo, fu presa dal vento e costretta a guardare e così continuerà a fare, soprattutto nelle notti di luna piena. 

Un pover’uomo questo Giuda Iscariota. Costretto a essere ricordato come il simbolo del tradimento. Invece era solo un piccolo bottegaio maldestro che ha venduto per pochi soldi una merce di valore inestimabile. 

Ecco Putin, da tassista abusivo a improbabile zar ha venduto al prezzo del tradimento di Giuda l’anima della Russia e il bene inestimabile della Pace. Quella Russia che ancora oggi amo per la sua letteratura speciale, un paesaggio speciale fatto di distanze speciali e a latitudini impensabili e luoghi che mi sono entrati dentro non lasciandomi più.

Non ho mai smesso di amarla ma oggi mi pesa come un macigno il tradimento della Pace. 

Tito Barbini

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