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Attualità lunedì 02 agosto 2021 ore 16:36

Nidi e scuole dell'infanzia, "Ripensare i modelli"

Lo dice la sindaca di Capannoli e presidente dell'Unione Valdera Arianna Cecchini, partendo da un esempio vissuto nel suo Comune



CAPANNOLI — Per la prima volta dalla sua nascita, il nostro nido comunale "Il Gatto con gli stivali" di Capannoli apre le porte ai piccoli anche nel mese di agosto.

Per la prima volta appunto, dopo dieci anni di vita dell'asilo nido comunale, quasi la metà delle famiglie dei bambini iscritti hanno risposto sì alla richiesta dell'Amministrazione Comunale riguardo all'esigenza della frequenza in agosto.

"Un cambiamento che va colto, a tutti i livelli. Qualcosa di nuovo che avviene a seguito di una pandemia mondiale, che tanti equilibri ha modificato e modificherà", dice la sindaca di Capannoli Arianna Cecchini.

"Per un'Amministrazione Comunale che da anni investe sulle nuove generazioni è il punto di partenza per una riflessione che inizia dal nido, che passa per i centri estivi rivolti a tutte le fasce d'età, organizzati con fatica anche l'estate scorsa in pieno Covid e che deve necessariamente guardare oltre. Un cambiamento che non è certo solamente locale, qualcosa di nuovo su cui riflettere anche per chi fa scelte ai livelli istituzionali superiori."

"Le famiglie, e le donne-mamme in particolare, hanno necessità di approdi sicuri per i propri piccoli e le proprie piccole ogni giorno. Bambini e ragazzi hanno necessità di sperimentare esperienze di socializzazione, senza che le famiglie si debbano curare dei costi che ne derivano", aggiunge la sindaca. 

"Il nido e la scuola dell'infanzia non possono essere un'opportunità per pochi, non dobbiamo guardare a quel 33% di copertura del nido con ammirazione; le attività educative fondamentali vanno garantite a tutti ogni giorno dell'anno. Non possiamo più pensare che i giovani si formino da settembre a giugno sui banchi di scuola e che l'organizzazione di quasi un terzo dell'anno sia demandata a Comuni e associazioni, con evidenti costi a carico delle famiglie."

"È il momento di ripensare il modello educativo del nostro paese. Un cambio di passo, che da un lato dia la spinta ad un nuovo saldo positivo nelle nascite e dall'altro garantisca opportunità ai figli in grado di conciliare il binomio lavoro - famiglia per ogni donna", conclude Cecchini.

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