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Attualità venerdì 07 maggio 2021 ore 18:22

"A Chianni siamo considerati gente di serie B"

Chianni
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Lettera di una donna al presidente Giani per segnalare le tante criticità vissute nei piccoli paesi: "Mia madre 91enne da un mese aspetta il geriatra"



CHIANNI — Una lettrice di QUInews Valdera ha scritto una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini, ad Antonio Mazzeo, ad Alessandra Nardini e al nostro quotidiano per esporre la situazione in cui si trova e che, secondo la donna, è vissuta anche da decine di altre famiglie dello stesso distretto sanitario. La donna è residente a Chianni.

"La mia mamma ha novantuno anni ed è intrasportabile. Per gravi patologie, che non sto qui ad elencare, circa venti giorni fa, a metà Aprile, la nostra dottoressa di base, data la complessità della situazione, prima di tentare un altro approccio terapeutico ha richiesto alla Asl di competenza l’intervento domiciliare di un geriatra.

Le condizioni fisiche e psichiche di mia madre sono andate aggravandosi di giorno in giorno costringendoci a numerose telefonate fino a quando ci è stato assicurato che il medico richiesto sarebbe venuto mercoledì 5 maggio alle ore 13,30. Pieni di speranza eravamo già in attesa, quando è giunto il messaggio telefonico con il quale siamo stati informati che lo specialista, per sopravvenute urgenze, aveva rimandato la visita di una settimana, al 12 maggio. Insomma, per sintetizzare, se va bene, questa paziente sarà vista dopo un mese dalla richiesta.

Non ho motivo di dubitare del gran daffare del geriatra poiché so, avendone parlato col responsabile del distretto da me interpellato, che non esiste un servizio di geriatria territoriale e che non ci sono geriatri disponibili.

Insomma le forze politiche e amministrative che ci hanno governato negli ultimi anni (profumatamente pagate per un lavoro di programmazione) non sono state capaci di prevedere il quadro sanitario, assistenziale, sociale, nel quale ci saremmo trovati con il progressivo allungamento della vita e l’ingente aumento della popolazione anziana, tanto che in un paese come il mio (ma potrei citare anche quelli confinanti) esistono oltre 200 “grandi anziani” e che, in una zona rurale come la mia, lontana dagli ospedali, il problema di curare e assistere gli appartenenti alla terza età sarebbe esploso.

E comunque anche l’assistenza ospedaliera è un disastro. Negli ultimi mesi mia madre è stata ricoverata due volte a Pontedera; una all’OBI, l’altra in Medicina 2 e stendo un velo pietoso su queste esperienze infernali.

Non ho ancora scritto di proposito il luogo di residenza, lo faccio solo ora, intenzionalmente: vivo a Chianni, provincia di Pisa.

Sono sicura, caro Presidente Giani, che conoscerà bene questa località: è quella dove si trova la Grillaia, la discarica regionale che, dagli inizi degli anni Novanta del Novecento, ha raccolto i rifiuti di mezzo mondo, i fanghi di Santa Croce e che si appresta, grazie anche a Lei, al Presidente Rossi e ai nostri deputati locali, a ricevere 270.000 (duecentosettantamila) metri cubi di amianto.

Come non arrabbiarsi? Dei cittadini di Chianni e dintorni ci si ricorda solamente quando c’è da portarci i rifiuti mentre cadono inesorabilmente nel dimenticatoio allorché si devono potenziare o, addirittura, mantenere i servizi essenziali; ne cito uno per tutti: dopo l’avvento del covid19 (Febbraio 2020), è stato soppresso il turno settimanale dei prelievi del sangue e non è stato mai più ripristinato; tralascio, per carità di patria, l’odissea per avere un medico in pianta stabile.

Chi legge penserà che ho fatto una grande confusione mischiando le pere con le mele. Non credo.

Parlo di una questione politica seria come sarebbe quella di tutelare le zone “marginali” e agricole, che sono una ricchezza per tutta la regione e che ne rappresentano il substrato indispensabile per salvaguardare il territorio e per una produzione agricola di qualità.

E invece si penalizzano in tutti i modi possibili quei cittadini che hanno scelto di risiedervi, di investirci, sperando di vivere in un luogo sano, pur con sacrifici non indifferenti per loro, per i figli e per i nipoti. Siamo considerati gente di serie B che ha solo doveri e nessun diritto.

Aveva ragione Orwell! Anche nella “civilissima e progressista” Toscana siamo arrivati al punto che “tutti gli animali sono uguali ma alcuni animali sono più uguali degli altri”.

Distinti saluti.

Ilianella Boldri".

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