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Attualità martedì 10 marzo 2015 ore 10:45

​Ex Fattoria Gaslini, casolari da salvare

A dieci anni dall’acquisto da parte della Provincia, il degrado continua ad avanzare. La lettera di denuncia di un gruppo di cittadini



PALAIA — Sono trascorsi dieci anni dal quel 21 dicembre 2004, quando la Provincia di Pisa con il Comune di Palaia acquistavano la bella Fattoria di Montefoscoli. Fabbricati per oltre 20mila metri cubi e 611 ettari, gestita sino ad allora dalla Fondazione Gaslini di Genova, la medesima che ancora oggi sovrintende l’ospedale pediatrico famoso in tutto il mondo.

“Ma cosa è stato realizzato in questi dieci anni?”, si chiede un gruppo di cittadini del posto in una lettera inviata alla stampa. “Il rifacimento qua e là di alcune porzioni di copertura del centro aziendale, la vendita di sei case coloniche attraverso specifici bandi per necessità economiche. E se qualcosa di importante è stato fatto, come i nuovi vigneti, è pur vero che si tratta comunque di un lavoro a metà, perché la fattoria non è mai stata dotata di nessuna cantina”.

Ma ciò che più denunciano i cittadini è la condizione di degrado crescente e inarrestabile. “Basta solo pensare che se nel 2004, le case coloniche in prossimità del paese si presentavano apparentemente in buone condizioni rispetto a quelle poste in aperta campagna – scrivono nella lettera – a distanza di dieci anni, anch’esse iniziano a mostrare gravi segni di cedimento: nelle coperture, così come nei solai, nelle strutture verticali, come appare evidente nelle case di Vallaia, Poggiale, Casetta, Carfalo, Fornace, solo per citarne alcune tra le più rappresentative”.

Secondo i cittadini, tra qualche anno anche questi fabbricati diverranno irrecuperabili.

Un degrado, quello dei casolari, che sarebbe col tempo arrivato anche all’ambito urbano. “Una leggerezza inaccettabile – scrivono i cittadini – che da alcuni anni sta divorando sempre più il centro aziendale della Società Fondi Rustici: la sorprendente villa-fattoria, che oltre ai consueti spazi, un tempo necessari alla lavorazione dei prodotti della terra e alla loro conservazione, comprende al suo interno il prestigioso appartamento padronale con annesso salone e galleria sviluppato su di una superficie complessiva di oltre 900 metri cubi”.

“Negli anni – si legge – è venuto meno gran parte del magazzino adiacente la limonaia, porzioni della copertura dei granai e di una stanza di servitù della villa. Ma un crollo ancora più grave, proveniente dal piano superiore delle soffitte poste lungo via Foscolo Scarpetta, lo sorso dicembre, ha distrutto un’intera volta a padiglione del primo salotto della galleria, compromettendo per di più anche il ciclo pittorico parietale a causa dalla percolazione dell’acqua”.

E ancora, i solai del frantoio e il grande salone, lo stanzone superiore e la colombaia del Corsino, le persiane sempre in balia del vento e i vetri rotti dai quali entrano stormi di piccioni, la galleria dipinta colpita da infiltrazioni e la copertura della limonaia. “Come non pensare – aggiungono ancora i cittadini – al sottostante vicolo Meoli, chiuso oramai da anni, su cui incombe il crollo dell'alto muro di cinta della fattoria; tutto questo per di più, un complesso di architetture riconosciuto dalla Soprintendenza di grande valore storico-artistico”.

Non si spera neppure più ormai in un recupero come quelli praticati all’ex fattoria di Colleoli, ad Alica e al borgo di Villa Saletta. Nessun montefoscolese vuol vedere la Fattoria di Montefoscoli assomigliare alla Villa Giuli di Lorenzana (acquistata nel 1980 dal Comune senza mai intervenirvi per essere poi rivenduta nel 2009 a una società privata) ridotta dalla bella villa qual era col suo magnifico giardino, a un fabbricato invaso dalla vegetazione coi tetti e solai sfondati, proprio a margine del paese.

E infine, l’appello dei montefoscolesi è chiaro: “Al di sopra di ogni difficoltà, al di sopra di ogni trattativa di cessione ancora in corso, si sappia garantire a noi cittadini una concreta strategia di conservazione dell'intera copertura. Iniziando non domani, ma oggi stesso, perché una modesta nevicata, o una pioggia intensa, come spesso accade sempre più frequentemente da alcuni anni a questa parte, può indurre a ulteriori crolli, compromettendo nuove parti significative del complesso. Non si perda altro tempo prezioso”.

Anna Dainelli
© Riproduzione riservata



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