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Attualità martedì 27 giugno 2023 ore 18:30

Il vetrificatore di Peccioli chiude il ciclo dei rifiuti

La presentazione dell'impianto di ossidazione termica senza fiamma

Presentato in piazza l'impianto di ossicombustione di Belvedere e Retiambiente. L'assessora regionale Monni: "Qui c’è un forte profumo di futuro"



PECCIOLI — L'impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless, il progetto che sarà realizzato a Legoli grazie alla sinergia tra Belvedere e Retiambiente, ha finalmente fatto il suo esordio a Peccioli durante un evento di presentazione ufficiale che ha portato nel borgo anche rappresentanti dei gruppi interessati, politici e amministratori del territorio.

Già presentato a Ecomondo a Rimini nei suoi tratti essenziali, il vetrificatore, così com'è anche chiamato il nuovo impianto, sarà il tassello mancante per la chiusura del ciclo dei rifiuti. "La storia di questo progetto è cominciata nel 1990 dall’osservazione di una pozzanghera di percolato nella discarica di Peccioli, una delle 40 esistenti in Valdera - ha detto il sindaco Renzo Macelloni - in quel momento, è nata l’esigenza di bonificare il sito e, al tempo stesso, di recuperare nuove volumetrie da mettere a disposizione all’emergenza regionale".

"Dal 2000 in poi e per almeno tre volte abbiamo chiesto alla Provincia, che ne aveva le competenze, di non limitarci soltanto allo smaltimento, senza avere risposte - ha proseguito - con il passaggio delle competenze alla Regione abbiamo avuto la possibilità di costruire un impianto di trattamento meccanico biologico. Nel 2015, quindi, è nata la società Albe, al 50% di Belvedere e al 50% di Alia, per realizzare un investimento di 60 milioni di euro per l’impianto che tratterà 100mila tonnellate di parte organica per produrre biometano e che entrerà in funzione entro la fine del 2023".

Un momento della presentazione

I partecipanti alla presentazione

La storia del vetrificatore, dunque, comincia a quel punto, con il bando della Regione dedicato a imprese che volessero realizzare degli impianti di recupero e riciclo per il completamento del ciclo dei rifiuti. "Con l'accordo tra Belvedere e Retiambiente è stato possibile avanzare la candidatura per chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso l’Impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless - ha proseguito - lo scorso 9 Giugno è stato depositato il progetto in Regione. Dunque, dalla discarica, ancora indispensabile, fino all'impiantistica innovativa per chiudere il ciclo senza produrre scarti".

L'impianto, al quale hanno lavorato 47 esperti, per un totale di 480 elaborati tecnici e oltre 10mila pagine di progetto, adotta un sistema completamente innovativo che segue le direttive sulle performance ambientali a cui si devono attenere gli impianti dell'Unione Europea.

Un rendering del progetto

Un altro rendering dell'impianto

Protagonista è la tecnologia di ossicombustione che, in vista del suo utilizzo, è stata prima utilizzata in un impianto prototipo che ha lavorato per 25mila ore in un percorso monitorato di 9 anni. Durante questo periodo di tempo, l'ossicombustione ha azzerato il rilascio di emissioni in atmosfera grazie alla vetrificazione, appunto, delle scorie.

Con l'impianto, dedicato a quei rifiuti che non possono essere recuperati e dunque destinati all’interramento in discarica, sarà possibile poi raggiungere l'obiettivo comunitario di smaltimento in discarica al 2030 che non dovrà superare il 10% del rifiuto prodotto

"Il progetto richiederà un investimento da 120 milioni di euro - ha specificato Livio Giannotti, presidente di Novatosc, partecipata da Belvedere, Retiambiente e Oxoco - per la costruzione saranno impiegati tra i 150 e i 200 operai, mentre per la gestione dell'impianto occorreranno oltre 30 lavoratori".

Inoltre, l'impianto sarà completamente autosufficiente sotto il punto di vista energetico: quanto prodotto durante le lavorazioni sarà utilizzato per alimentare il proprio fabbisogno, consentendo così di non dover acquisire energia dall'esterno.

Al centro, Daniele Fortini, presidente di Retiambiente

Parte del pubblico, tra cui il sindaco di Palaia Marco Gherardini

"La Toscana non farà un Piano dei rifiuti, bensì un Piano dell'economia circolare - ha assicurato l'assessora regionale all'Ambiente, Monia Monni - come Regione abbiamo immaginato di fare un avviso pubblico agli attori che si occupano di gestione rifiuti: sono arrivate 40 proposte e Retiambiente ha partecipato con una proposta molto dettagliata e differenziata. L’incontro con Belvedere ha permesso di vincere la sfida più difficile per puntare a ricercare la chiusura del ciclo dei rifiuti. Qui c’è una soluzione, qui c’è un forte profumo di futuro".

"In 30 anni siamo stati dei visionari nell'approccio - ha commentato Silvano Crecchi, presidente di Belvedere - abbiamo prodotto energia elettrica dal biogas e attivato il teleriscaldamento a Legoli, tra i primissimi in Italia. Oggi, inoltre, il Triangolo Verde è anche una meta turistica, grazie anche alla disponibilità e all'impegno dei nostri dipendenti".

Presente, seppur da remoto, anche il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo. "In ogni luogo dove c'è innovazione e ricerca ci deve essere la politica. Ho apprezzato questo lavoro partito dalla Giunta regionale per conoscere le nuove tecnologie e costruire un piano di rifiuti con economia circolare - ha detto - la proposta sperimentale di Peccioli ha bisogno di tempo per essere progettata, costruita e verificata. Per questo, nel primo Consiglio regionale di Settembre, contiamo di approvare il progetto che la Giunta ci ha mandato".

Il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo in collegamento

Il sindaco Macelloni durante la presentazione

Il futuro, adesso, è guardare all'allargamento di Retiambiente, che Macelloni auspica essere rivolto sempre più al territorio. "Faccio un appello ai miei colleghi sindaci: osiamo di più nella strutturazione industriale di Retiambiente per trasformarla da società di partecipazione a società industriale, avendo come unico obiettivo quello di rimanere fortemente radicata al territorio - ha detto - Retiambiente dovrebbe avere l’ambizione di allargare una quota del suo capitale sociale, sia per reperire risorse finanziarie e fare investimenti che per rafforzare il suo collegamento con il territorio".

"In questo caso la Belvedere guarderebbe con grande interesse e favore ad essere anche incorporata - ha concluso - potremmo lanciare un'opa amichevole ai nostri colleghi sindaci del Fiorentino, che attualmente sono molto impegnati in un dibattito per la possibile quotazione in borsa delle loro aziende. A parer mio, meno preoccupazione per la borsa e più per il borsellino".


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