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lunedì 21 ottobre 2019

Attualità giovedì 21 dicembre 2017 ore 12:05

Il dono dell'Itis Marconi per la lotta al cancro

Studenti e docenti dell'istituto hanno consegnato i fondi raccolti all'Associazione oncologica pisana Piero Trivella. Ricordata la compagna Lydia



PONTEDERA — Per il secondo anno consecutivo l’Istituto “Guglielmo Marconi” di Pontedera, in occasione delle feste natalizie, si è fatto promotore di una azione benefica. L’anno scorso, con i fondi raccolti, furono inviati venti tablet agli studenti di un liceo di Amatrice, duramente colpito dal terremoto.

Martedì scorso, studenti e docenti dell’istituto si sono riuniti nella sala audiovisivi per consegnare i fondi raccolti a favore dell’associazionismo che sostiene la lotta alla malattia oncologica.

Quest’anno è stata scelta l'Associazione Oncologica Pisana “Piero Trivella” che opera presso l’Aoup e si occupa di assistenza domiciliare e ospedaliera, formazione di volontari, assistenza legale, riabilitazione oncologica e di psiconcologia. L’Aopi, inoltre, istituisce ogni anno una borsa di studio destinata alla ricerca sul cancro.

La breve cerimonia è stata anche l’occasione per ricordare la studentessa della terza ASA dell’istituto, Lydia Ahianku, recentemente scomparsa a seguito di una patologia oncologica.

Alla consegna erano presenti il professor Antonio Macchia e la professoressa Maria Giovanna Trivella dell’Aopi, il dirigente scolastico Pierluigi Robino, la famiglia della studentessa e i rappresentanti degli studenti e dei docenti.

Durante l’incontro il professor Macchia e la professoressa Trivella hanno presentato gli scopi dell’associazione e si sono soffermati sull’importanza dell’assistenza domiciliare e del sostegno psicologico e legale per i malati oncologici.

Inoltre, una compagna di classe e la madre di Lydia hanno ricordato la forza con la quale la studentessa ha affrontato il percorso della malattia, senza mai smettere di sperare e di lottare. Proprio per questo è stata sottolineata da tutti l’importanza della ricerca scientifica, anche per sensibilizzare i giovani sui temi della prevenzione e sul valore dell’impegno che molti ricercatori dedicano al fine di affrontare e sconfiggere questa terribile malattia. 



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