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lunedì 09 dicembre 2019

Politica giovedì 07 luglio 2016 ore 11:00

"La destra locale non ha argomenti"

Fabio Roberto Tognetti

Il segretario comunale del Pd Tognetti ha risposto agli esponenti Luperini, Arcenni e Bagnoli iniziando con una metafora



PONTEDERA — "Nella liturgia cattolica, le Quarant’ore sono una funzione della Settimana Santa nella quale si commemora il periodo di tempo trascorso da Gesù Cristo tra la morte e la resurrezione. La storia racconta come proprio durante tale cerimonia, in una chiesa fiorentina, uno zelante fedele in piena adorazione avesse appoggiato inavvertitamente la propria mano sul fondoschiena di una ragazza. Quest’ultima, stizzita per tale attenzione chiese spiegazioni e il fedele, imbarazzato, tentò di giustificarsi balbettando “e son le quarant’ore…”, intendendo sostenere come tale incidente fosse dovuto alla concitazione del momento. La ragazza ancor più indispettita rispose “che c’entra i’ culo con le Quarant’ore!” e da qui un modo di dire diventato ormai famoso in tutta la Toscana". Con questo racconto Fabio Roberto Tognetti ha esordito nella sua risposta a Luperini, Arcenni e Bagnoli.

I tre esponenti di centrodestra avevano a loro volta risposto alle dichiarazioni di Simone Millozzi e Renzo Macelloni sulle scelte della neosindaco Susanna Ceccardi: "Quella che ho raccontato sarebbe la prima battuta che verrebbe in mente - ha ripreso Tognetti - Cosa c’entra quello che hanno scritto con l’argomento oggetto di discussione? Nel loro intervento i tre esponenti della destra locale fanno, infatti, quello che fa uno studente quando viene colto impreparato durante una interrogazione: farfuglia, cita dati inventati, accampa ragionamenti mistificatori. Dopo le proposte sulla raccolta dei rifiuti, siamo di nuovo di fronte a una palese dimostrazione di come la Destra locale sia decisamente a corto di argomentazioni e abbia le idee molto confuse".

Riguardo ai negozi che vendono kebab Tognetti ha spiegato: "A Pontedera ne sono oggi presenti cinque, tutti inaugurati prima del 2012. La fonte è ufficiale: sono i dati messi a disposizione dallo Sportello unico per le attività produttive dell’Unione dei Comuni della Valdera. Anche i negozi etnici sono stati aperti da tempo e risultano ben integrati nel tessuto commerciale cittadino. Non si capisce poi dove stia il problema: attività in regola con tutte le normative vigenti non fanno che creare ricchezza per il nostro territorio e vanno incontro alle richieste del mercato. Inoltre, non è forse la stessa destra che sostiene come una delle condizioni imprescindibili affinché un immigrato possa restare nel nostro territorio sia proprio quella di trovare un lavoro e pagare le tasse? Evidentemente coerenza e ideologia non possono andare sempre a braccetto…".

Tognetti ha poi esteso il ragionamento ad altre forze politiche e altre attività commerciali: "E’ comunque interessante notare come le attività commerciali siano oggi oggetto delle attenzioni delle forze politiche di opposizione: il Movimento Cinque Stelle parla di un dilagare delle sale scommesse, Forza Italia dei centri massaggio e adesso la destra si scaglia contro i kebabbari. Peraltro ci domandiamo se il problema riguardi solo il kebab o, con vero spirito autarchico, tocchi anche altri esercizi di cucina etnica oggi di moda, come i ristoranti giapponesi, indiani o cinesi. Pontedera viene descritta da tutte le forze di opposizione come una sorta di Las Vegas della Toscana, luogo di perdizione e di degrado. I dati dicono altro e la realtà descrive una città viva, industriosa e animata".

Il segretario Pd ha parlato anche di sicurezza: "Il Tavolo attivato dall’amministrazione, di cui fanno parte i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, ha recepito e diffuso i numeri forniti dalla Prefettura di Pisa sul totale complessivo dei reati compiuti nella nostra città, che risultano calati del 9,63 per cento in un anno, dal 2014 al 2015. Questo significa che tutto va bene? No, l’amministrazione ha ben presente l’umore della cittadinanza e fa il possibile affinché situazioni e contesti di maggior degrado vengano costantemente monitorati e sorvegliati. La percezione di insicurezza che affligge molta parte della cittadinanza è un elemento al quale dover dare risposte in maniera seria e responsabile, senza esaltarla ed evitando che si trasformi in un fenomeno di disgregazione della nostra comunità".

Tognetti ha proseguito parlando dei numeri citati dai tre politici di centro destra: "Pontedera sarebbe contemporaneamente ai primi tre posti della classifica regionale e nazionale sull’indebitamento. Una informazione che suona particolarmente strana e sulla quale poniamo più di qualche dubbio circa l’attendibilità. Dati alla mano, nel 2010 il Comune aveva accumulato un debito complessivo di 83 milioni di euro. Tale somma deriva dall’ammontare dei mutui accesi dalle amministrazioni precedenti che, con lungimiranza e in un momento in cui era possibile farlo vista l’assenza dei vincoli del patto di stabilità, riuscirono a ottenere finanziamenti con i quali Pontedera è stata resa più moderna e competitiva. Se oggi il tessuto produttivo della nostra città ha retto meglio di altri l’urto con la crisi economica è stato grazie anche a quegli investimenti con i quali sono state realizzate alcune importanti infrastrutture, come, ad esempio, le attività presenti nel Dente Piaggio. Nel 2015 il debito ammontava a quasi 71 milioni di euro, con una riduzione in 5 anni del 17 per cento (a fronte di un indebitamento nazionale cresciuto del 15 per cento). Da 6 anni il Comune non accende più mutui e dunque non si capisce sulla base di quali considerazioni Arcenni e compagnia attribuiscano a Millozzi il titolo di indebitatore".

"Vale la pena ricordare - ha aggiunto - come la spesa per il sociale e dunque il sostegno alle situazioni di maggior disagio economico ammonti a quasi 3,7 milioni di euro, pari all’11 per cento della spesa corrente. Ciò significa che Pontedera investe in questo settore il 23 per cento in più rispetto alla media nazionale".

Tognetti ha terminato il suo intervento dicendo: "A conclusione del loro comunicato, vi è poi un capolavoro di demagogia gratuita e fuori luogo. In maniera del tutto becera e strumentale, senza la minima traccia di connessione logica, vengono tirati fuori dal cilindro il tema delle moschee e dei clandestini. A Pontedera la costruzione di una moschea non rientra tra i programmi dell’Amministrazione. Saremmo tuttavia lieti se privati cittadini, a proprie spese e nel pieno rispetto delle leggi e delle normative, volessero edificare un luogo di culto per i credenti musulmani. Nei giorni in cui la destra si scopre difensore della Costituzione, intendiamo ricordare un principio cardine quale quello della libertà di culto. La costruzione di una moschea garantirebbe il pieno rispetto di tale principio, migliorerebbe la qualità di vita di tanti nuovi cittadini, ne accrescerebbe il grado di integrazione e stimolerebbe un confronto culturale che arricchirebbe tutti, italiani e stranieri. Tuttavia comprendiamo come per la destra risulti molto più facile urlare la minaccia del terrorismo che non coltivare il seme del dialogo e del rispetto reciproco".



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