Attualità Giovedì 21 Maggio 2026 ore 11:18
In pellegrinaggio nei luoghi dell'Olocausto

Studenti, insegnanti e amministratori hanno preso parte a un viaggio nel segno della Memoria. Presente anche l'assessora Eleonora Pini
PONTEDERA — Studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte nei giorni scorsi al pellegrinaggio organizzato dalla sezione Aned di Pisa nei luoghi simbolo della Shoah. Un viaggio nel segno della Memoria che ha toccato i campi di Dachau, Ebensee, Gusen e Mauthausen. Per il Comune di Pontedera vi ha preso parte l'assessora Eleonora Pini.
Prima tappa della delegazione, accompagnata dalle testimonianze di Laura Geloni, figlia del deportato politico antifascista Italo Geloni e da Massimo Fornaciari, entrambi rappresentanti di Aned, è stata a Dachau, primo campo di concentramento aperto dal regime nazista nel 1933 e usato come modello per tutti gli altri lager. Un luogo dove oltre 200mila persone furono deportate e più di 41mila persero la vita. Qui l'assessora Pini ha deposto una corona d’alloro del Comune di Pontedera alla baracca numero 29, dove nell'aprile 1945 si trovava Italo Geloni al momento della liberazione del campo.
“Entrare a Dachau passando sotto la scritta ‘Arbeit macht frei’ significa confrontarsi con una delle più grandi menzogne della storia – ha dichiarato l’assessora Eleonora Pini – In quei luoghi si comprende fino in fondo come l’odio, se organizzato e normalizzato, possa trasformarsi in sterminio. Per questo praticare la memoria non è solo un dovere morale: è una linea guida per il presente e per il futuro”.
Particolarmente toccante anche la visita al colle di Leitenberg, divenuto cimitero di migliaia di deportati e ai sottocampi di Ebensee e Gusen, quest’ultimo ricordato come “il cimitero degli italiani” per l’altissimo numero di connazionali che vi persero la vita. Nel corso del viaggio la delegazione ha visitato anche il Castello di Hartheim, luogo dell’Aktion T4, il programma nazista di eliminazione delle persone con disabilità fisiche e intellettive, dove migliaia di persone furono uccise nelle camere a gas o tramite iniezioni letali.
L’ultima tappa è stata il campo di Mauthausen, simbolo della brutalità del sistema nazista, dove la mortalità raggiunse livelli altissimi e dove i deportati venivano annientati attraverso il lavoro forzato, la fame e le torture. Qui la delegazione italiana ha partecipato alla cerimonia internazionale per l’81esimo anniversario della liberazione del campo, insieme a migliaia di persone provenienti da tutta Europa.
“Questa esperienza lascia un segno profondo – ha aggiunto Pini – Colpisce la lucidità con cui tutto questo venne progettato: la disumanizzazione sistematica, la riduzione delle persone a numeri, l’organizzazione scientifica della sofferenza e della morte. Ma in mezzo a quell’orrore emerge anche la forza della solidarietà umana, testimoniata da figure come Italo Geloni, alla cui memoria Pontedera ha intitolato una strada, che hanno dedicato la loro vita a raccontare ciò che è stato”.
“Il ‘Mai più’ non può essere soltanto uno slogan pronunciato durante le commemorazioni – conclude l’assessora – Deve tradursi ogni giorno nella difesa della dignità umana, nella lotta contro ogni discriminazione e nella capacità di custodire la verità storica. Come ricordava Italo Geloni ciò che ci unisce è sempre più di quello che ci divide”.
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