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Attualità domenica 29 marzo 2020 ore 14:24

Il Coronavirus visto dall'Estonia

Francesco De Sanctis, 31 anni, vive in Estonia da alcuni mesi
Francesco De Sanctis, 31 anni, vive in Estonia da alcuni mesi

Francesco De Sanctis è nato a Pontedera ed è di Cascina. Vive nella capitale estone: "Mi sono ritrovato a vivere la pandemia a 3000 km dal mio Paese"



TALLIN (ESTONIA) — Francesco De Sanctis ha 31 anni è di Cascina ed è nato a Pontedera. Vive da qualche mese a Tallin, capitale dell'Estonia, e ci ha scritto una lunga lettera in cui racconta il Coronavirus visto da tremila chilometri da casa.

"Alla soglia dei 28 anni ho deciso di ricominciare a studiare e adesso sono laureando in Informatica Umanistica all’università di Pisa. A gennaio sono partito in direzione Estonia per svolgere un tirocinio universitario nel campo del Digital Marketing, presso un’agenzia italiana con sede a Tallinn. Mi sono ritrovato quindi a vivere la pandemia a 3000 km dal mio Paese, lontano dai miei cari e in compagnia di pochi altri colleghi italiani".

Una bandiera italiana in un negozio a Tallin

"Vista dall’esterno - ha spiegato - la situazione italiana appare ancora più surreale: i 3 morti estoni si contrappongono agli oltre 10000 del nostro Paese, numeri da film catastrofico quasi impossibili da credere e da accettare da parte chi la sta vivendo in prima persona, figuriamoci da noi emigrati che stiamo sì vivendo l’emergenza, ma con proporzioni infinitamente ridotte. Questi numeri spietati provenienti dalla nostra penisola vengono vissuti con apprensione anche dai media locali, sia estoni che russi, che spesso ci dedicano le notizie di apertura dei telegiornali, facendoci sentire ancora più inermi nel sentire nominare il proprio Paese per fatti così tragici anche a queste latitudini". 

"Personalmente - ha detto Francesco - provo un po’ vergogna quando sui social network mi imbatto in video di italiani che se ne fregano dei divieti e delle ordinanze, facendosi anche beffe delle forze dell’ordine che invitano a restare nelle abitazioni, come se tutto questo fosse un coprifuoco imposto senza validi motivi. Per il momento in Estonia non abbiamo l’obbligo di restare nelle dimore, ma da settimane limitiamo al minimo le uscite e gli assembramenti per tutelare la nostra salute e quella degli altri, proseguendo il nostro lavoro nel campo del digitale grazie allo smart working, pratica che si sta rivelando molto agevole anche grazie al notevole sviluppo tecnologico di questa nazione".

Mantenere due metri di distanza

De Sanctis ha poi dato i numeri dell'emergenza in Estonia: "Al 29 marzo si sono registrati 679 casi, di cui 56 ospedalizzati, e tre morti. Secondo le statistiche circa il 96 per cento della popolazione estone sta prendendo seriamente la situazione, rispettando tutte le precauzioni necessarie ed uscendo di casa il meno possibile nonostante la quarantena non obbligatoria. Alcuni asili sono rimasti aperti per permettere ai genitori che fanno lavori essenziali (medici, forze dell'ordine) di essere liberi di svolgere il proprio mestiere senza la preoccupazione dei figli a casa. Il popolo estone è notoriamente “freddo” per quanto riguarda i rapporti umani, ma fin dal primo momento di emergenza si sono rimboccati le maniche affinché tutti possano essere al sicuro".

"Dal 27 marzo sono rimasti aperti solo supermercati e farmacie, luoghi in cui sono state prese molte precauzioni: le postazioni che distribuiscono disinfettante per le mani sono raddoppiate e sono stati installati dei pannelli che impediscono il contatto diretto tra clienti e cassiere. Nessuna fila interminabile come Italia, tutto scorre in modo tranquillo e ordinato; la situazione è agevolata anche dalla presenza di molti supermercati operativi 24 ore su 24. C’è stato solo un momento di panico alla vigilia della dichiarazione dello stato di emergenza, con il “saccheggio” di beni alimentari non deperibili, il tutto prontamente rientrato nel giro di un paio di giorni. Anche le restrizioni sono aumentate: negli spazi pubblici andrà rispettata la distanza di 2 metri, i ristoranti potranno operare solo con servizio a domicilio, i mezzi pubblici urbani rimarranno attivi e gratuiti ma con ovvie precauzioni nei confronti del conducente".

Supermercato a Tallin

"Dal 17 marzo i voli in entrata e in uscita sono limitati alle emergenze e quindi la possibilità di tornare in Italia è verosimilmente ancora lontana. La speranza è ovviamente quella che tutto si risolva in fretta, confidando nella pazienza e nel buon senso dei cittadini italiani nel seguire le regole, anche per il rispetto di chi ha perso delle persone care durante questa tragica situazione. Näeme varsti ja palju õnne! che vuol dire a presto e buona fortuna!".

Un mezzo pubblico estone

De Sanctis e dietro una bandierina dell'Estonia



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