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Attualità sabato 18 luglio 2020 ore 17:15

Aiale ha ricordato la strage del 1944

Foto di: Marcella Bitozzi

Commemorata stamani la strage nazista nel borgo di Aiale avvenuta il 16 luglio 1944 Presenti autorità e parenti delle vittime



CASCIANA TERME LARI — Stamani, nel piccolo borgo del Comune di Casciana Terme Lari, è stata commemorata la settantaseiesima ricorrenza della “Strage di Aiale” avvenuta il 16 luglio 1944.

Una strage assurda per mano nazista che costò la vita a 17 persone innocenti, proprio quando la guerra era ormai finita.

Tante le personalità presenti, istituzioni e familiari delle vittime, che nei loro interventi hanno ricordato il valore della democrazia, della libertà, l’assurdità della guerra e di ogni forma di odio.

Anna Maria Vanni Morelli, di appena 15 anni, fu spettatrice e testimone di quell’orrendo massacro; la donna ha lasciato una testimonianza scritta su quei tragici momenti, depositata negli archivi comunali e che stamani è stata letta da Loris Seghizzi.

“Alle due del mattino fummo svegliati di soprassalto da qualcuno che bussava alla porta ….. era il capitano tedesco Robert Moeller che avevamo ospitato per quasi un mese … che si era sempre contraddistinto non solo con i miei familiari ma anche con tutti gli altri civili che avevano stretto rapporti di amicizia con lui ……

…aveva colto l’occasione per salutarci ma soprattutto ad avvisarci del pericolo che correvamo se fossimo rimasti in casa nostra …. Concitatamente disse a mio padre di lasciare il paese… in piena notte abbandonammo la casa … io camminavo a fianco di mio padre e dietro a noi venivano mia madre con le mie sorelline Adriana e Giuliana…. Percorremmo un viottolo … verso il rifugio … il rifugio era piccolo ricoperto in parte da piccoli tronchi di albero e frasche..

Era una notte calda e luminosa: una notte davvero indimenticabile per tutto l’aggrovigliarsi di sentimenti, di sbalordimenti, di situazioni che io non avevo mai vissuto prima…

Mentre i tonfi dei cannoni si distinguevano sempre più netti e frequenti… in quel rifugio restammo per soli due giorni, era troppo piccolo e nel frattempo aveva dovuto accogliere altre persone. Anche quel “viaggio” fu fatto di notte, attraversammo la vallata e andammo nel rifugio di certi miei parenti che più volte ci avevano sollecitati a raggiungerli perché il loro “buco” era molto ben attrezzato, vasto ed anche più sicuro….

La mattina del 15 cominciarono ad arrivare le prime notizie che gli americani stavano entrando nell’abitato di Lari e forse entro un’ora sarebbero arrivati anche da noi.

“”La guerra è finita, Viva gli americani” urlavano tutti ridendo e saltando dalla gioia. Fu allora che alcune donne tirarono fuori come per incanto una fogliata di pasta fatta in casa e dissero che avrebbero preparato una bella pastasciutta al ragù. Fu acceso il fuoco in un fornello sistemato in fondo al rifugio e tutto si riempì di quell’aroma che stimolava ancor di più il nostro appetito mai calmato in quei giorni terribili. Mentre il ragù soffriggeva un uomo che era vicino all’ingresso del rifugio urlò: “Eccoli!”

Di colpo molti si precipitarono verso l’imboccatura della tana a godersi lo spettacolo dei fanti americani che guardinghi, lungo i bordi della strada e attraverso i campi, avevano ormai raggiunto la nostra zona. Uscirono quasi tutti fuori, davanti al rifugio, ad acclamare, a fare evviva ed io con loro, come trascinata dall’impeto entusiastico a raccogliere qualche dolciume che i soldati elargivano volentieri a noi ragazzi………

Un lampo, uno schianto, una ventata poderosa e poi tutto fummo avvolti in un fumo nero acre che toglieva il respiro. Una granata tedesca aveva colpito in pieno il gruppo di persone festanti che formicolava sulla strada intorno ai fanti americani. Il bagliore del lampo mi aveva temporaneamente accecata e lo spostamento d’aria mi aveva come sollevata e gettata per terra. Quando riaprii gli occhi mi accorsi che ero caduta vicino al corpo di un uomo che era mezzo bruciato; attorno a raggiera, c’erano tredici cadaveri orrendamente mutilati. Nessuno urlava o parlava ci fu un silenzio agghiacciante ed io credetti di essere rimasta l’unica persona in vita. Ma dopo poco si alzarono i lamenti dei feriti, le urla della gente, dei parenti dei morti, dei miei genitori che mi cercavano, che dicevano di tornare dentro.,…..

Sparavano a vista proprio come si fa con i pupazzi al tiro a segno per la fiera di paese..

Frattanto nel rifugio portarono alcun feriti e poi, piano piano, anche tutti i morti che furono sistemati in fondo, proprio vicino al fornello che avrebbe dovuto fornirci il ragù. …"""

Erano presenti Mirko Terreni Sindaco del Comune di Casciana Terme Lari,  Bruno Possenti Presidente ANPI di Pisa, Alessandra Nardini Consigliere Regionale, Massimiliano Angori Presidente della Provincia di Pisa, Onorevole Susanna Cenni, Eugenio Giani Presidente Consiglio Regionale, oltre a Franca Mencacci Priore della Misericordia del Comune di Lari, rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri in pensione, il gruppo alpini Lari-Valdera, i vigili del fuoco, l’arma dei carabinieri, la polizia locale.

Durante la cerimonia il coro dei “Vincanto” ha intonato brani della resistenza.

Dopo gli interventi il corteo guidato dall’assessora Marianna Bosco ha deposto la corona alla lapide con i nomi dei caduti.

La commemorazione è stata istituita dal Comune di Lari nell’anno 2004.

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata



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