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Lavoro venerdì 10 aprile 2020 ore 18:30

​Ludoteche e nidi toscani, 200 a rischio chiusura

Una ludoteca
Una ludoteca

Emergenza Coronavirus, il comitato EduChiAmo rappresenta in Toscana 200 attività che hanno 800 dipendenti: “Nei decreti del Governo nessuna tutela”



FIRENZE — La crisi dovuta al Coronavirus rischia di far chiudere 200 nidi di infanzia, ludoteche e servizi educativi privati. Il grido di allarme è arrivato dal comitato nazionale EduChiAmo che rappresenta, nella regione Toscana, circa 200 tra Nidi di Infanzia, ludoteche e servizi Educativi privati.

Si parla di servizi che ospitano più di 4600 bambini e danno lavoro a circa 800 persone, tra educatori professionali, ausiliari e titolari delle strutture.

EduChiAmo nasce per far fronte comune contro la profonda crisi sanitaria del Coronavirus. Crisi che è anche, conseguentemente, economica.

Una crisi che rischia di spazzare via la maggior parte di queste realtà. Ottocento persone in Toscana che rischiano di restare senza lavoro.

Il Comitato è rappresentato in Toscana da Matelda Rizzo titolare del Nido I tre Piccoli Gufi di Scandicci (FI)e Ilaria Masetti titolare del Nido la Pinetina di Scandicci (FI) .

EduChiAmo, chiede un intervento rapido delle istituzioni: “Purtroppo – hanno spiegato dal Comitato - le nostre attività non hanno ricevuto alcuna tutela dal decreto dello scorso 17 marzo, c’è bisogno di un intervento urgente perché, viceversa, in soli 2 mesi dovremo dichiarare la cessazione dell’attività, causando la perdita di migliaia di posti di lavoro e costringendo, al momento della ripresa, i genitori ad un nuovo problema, ovvero non avere i servizi educativi a cui si sono appoggiati per anni”

Tante sono le voci singole da tutta la Toscana che si uniscono in questo appello accorato. Eccone alcune:

Martina Bertuccelli, del Centro Educativo Baby Birba di Calcinaia (PI) spiega: “ Il nostro centro offre molteplici servizi importanti nel nostro Comune. Questa chiusura forzata, causata da un’emergenza inaspettata, con il conseguente stop di incassi (ma non di spese gestionali) sta creando enormi difficoltà economiche a me, unica titolare e alle mie 11 dipendenti che per me sono una seconda famiglia, difficilmente riuscirò a sopravvivere senza aiuti. ”.

Paola Lanfranco, titolare del centro Zerosei integrato Crea Attiva Mente di Viareggio (Lu) racconta: “Ho investito tutto ciò che avevo per far nascere lo spazio. Ho ancora le rate del mutuo da pagare e un affitto oneroso; senza contare che devo nutrire 3 figli e lo Stato che fa? Mi dà 600 euro. Peccato che solo di locazione e mutuo le mie spese superano i 3500 euro al mese”.

Matelda Rizzo e Irene Azzarri titolari del Nido I tre Piccoli Gufi di Scandicci (FI) ci spiegano: “Anche se a Scandicci siamo diverse strutture private, abbiamo una lunga lista di attesa, i posti comunali non bastano a coprire le necessità , come farebbero le famiglie se dovessimo chiudere?”

Elisa Filippini- Chiara Terri , asilo in contesto domiciliare Re Birba, San Marcello Piteglio (PT) denunciano la stessa problematica, “Pochi posti pubblici e tanta richiesta. Tanti sforzi per creare una struttura nella natura del parco Dynamo rischiano di essere stati vani. Senza rette rischiamo la chiusura”

Silvia Pulvirenti, titolare della Ludoteca Doposcuola Staff del Divertimento di Fornacette (Pi) dichiara: “Senza aiuto, alla fine dell’emergenza sanitaria, le famiglie che frequentano queste strutture si potrebbero trovare senza quei servizi educativi fondamentali per la crescita e la socialità dei loro figli, la Regione Toscana e gli altri Enti locali non possono fingere che non esistiamo, devono integrare i servizi extra-scolastici nei programmi di aiuto”.

E infatti anche molti genitori si stanno attivando in maniera autonoma, in questo periodo, per chiedere alle istituzioni, sia nazionali che locali, un aiuto concreto, affinché quelle realtà tanto importanti per le loro famiglie riescano a sopravvivere alla crisi.

Riportiamo un estratto della petizione, all’attenzione del Sindaco e della giunta comunale di Calcinaia, redatta dai genitori dei ragazzi che frequentano proprio la struttura ludica Staff Del Divertimento di Fornacette: “Lo Staff è attualmente chiuso e senza certezza sul suo futuro e sul futuro di tutti quegli educatori che con passione, forza di volontà e amore hanno cresciuto tutti quei ragazzi. Noi genitori, che per anni ci siamo affidati e affezionati come i nostri bambini a quella struttura chiediamo alla vostra Spettabile Amministrazione, molto attenta ai fabbisogni scolastici e agli incentivi da investire nelle strutture presenti nel territorio, una particolare attenzione a questa problematica, vista la nostra situazione economica famigliare molto provata da questo terribile nemico chiamato covid-19 e vista la nostra esigenza di avere strutture extrascolastiche attive nel momento in cui tutto tornerà alla normalità, e il nostro paese a fatica cercherà di ripartire“.



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