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Attualità lunedì 16 marzo 2015 ore 11:40

Gambe bioniche per tornare a camminare

I test condotti alla Fondazione Don Carlo Gnocchi confermano l’efficacia del progetto Cyberglegs dell'istituto di biorobotica del Sant'Anna



PONTEDERA — Tornare a muoversi in autonomia con gambe bioniche per persone che hanno subito un'amputazione agli arti inferiori sarà possibile, grazie al progetto europeo triennale Cyberlegs appena concluso e finanziato dalla Commissione Europea con 2,5 milioni di euro suddivisi tra cinque istituzioni riunite in consorzio, con il coordinamento dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

A dirlo sono i risultati dei test condotti alla Fondazione Don Carlo Gnocchi di Firenze che verranno esposti domani, 17 marzo, nella sede fiorentina durante il meeting conclusivo con i rappresentanti della Commissione Europea e con i revisori tecnici.

I test, condotti ad agosto scorso, hanno coinvolto 11 volontari a cui era stato amputato uno degli arti inferiori. Cyberlegs è stato coordinato dal ricercatore Nicola Vitiello e, sempre dall’Istituto di BioRobotica del Sant’Anna, hanno fornito contributi il docente Silvestro Micera e il ricercatore Vito Monaco. Al consorzio hanno aderito come partner docenti universitari da tutta Europa in rappresentanza di importanti istituzioni, come Renaud Ronsse (Université catholique de Louvain, Louvain la Neuve, Belgio); Dirk Lefeber e Romain Meeusen (Vrije Universiteit Brussel, Brussel, Belgio); Marko Munih e Roman Kamnik (Univerza v Ljubljani, Ljubljani, Slovenia); il cardiologo Raffaele Molino-Lova (Fondazione Don Carlo Gnocchi, Firenze). Il progetto “Cyberlegs” è stato lanciato nel 2012 da Maria Chiara Carrozza, allora rettore della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e bioingegnere, che è stata anche la prima coordinatrice.

il progetto Cyberlegs che ha raggiunto l’obiettivo di testare in via preliminare nuove tecnologie robotiche indossabili per aiutare gli amputati transfemorali a recuperare un cammino più naturale ed efficiente, sviluppando applicazioni come il sistema Active Pelvis Orthosis, un ortesi bilaterale di bacino, la protesi transfemorale robotica, il sistema di sensori indossabili, la scarpa “intelligente” per camminare di nuovo. 

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