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Lavoro mercoledì 12 febbraio 2014 ore 18:16

Imprese, la Valdera traina la provincia di Pisa

Saldo positivo tra nuove imprese e cessazioni, 160 attività aprono in Valdera. Al vertice della classifica Pontedera e Lajatico



VALDERA — Nel corso del 2013 in Valdera hanno aperto 160 nuove imprese, oltre un quarto della nuove attività che si sono iscritte alla Camera di Commercio di Pisa. Complessivamente in provincia di Pisa nel corso dello scorso anno infatti il saldo tra chiusure e cessazioni delle attività è positivo: 3.198 si sono iscritte all'ente camerale e 2675 hanno chiuso. Un rapporto che equivale a un tasso di crescita di circa 1,2% in tutta la provincia, uno dei migliori in Itali. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni quindi è di +523 con un forte incremento rispetto al 2013, quando le nuove imprese erano solo 224.

Gran parte di questa crescita si localizza in Valdera e in particolare i comuni dove si registra un incremento delle nuove attività sono Pontedera, che ha una crescita di nuove attività in termini percentuali pari a quella di Pisa ovvero del +2,4%, preceduta da Lajatico dove l'incremento addirittura è del +4%. Poi Bientina +2,3%, Ponsacco +1,9%, Calcinaia +1,8% Santa Maria a Monte +1,5%, Buti +1,8%, Palaia +1,7, +0,9 a Vicopisano. Segnano un andamento negativo invece alcuni comuni dell'area più collinare della Valdera.A Lari e Chianni il rapporto tra le nuove aperture e le chiusure è negativo con un -1,5%, a Capannoli -1,4%, a Peccioli – 1%, Casciana Terme – 0,5%.

Complessivamente in Valdera le imprese iscritte alla Camera di Commercio alla fine del 2013 erano 12,658 e le iscrizioni nel corso dell'anno sono state 979 mentre le cessazioni 819. Con un incremento complessivo del tasso di crescita nell'Unione Valdera del 1,3%.

A rivelarsi particolarmente trainanti anche in Valdera sono i settori legati ai servizi, come nel resto della provincia mentre si registra una flessione delle imprese artigiane. I servizi sono il settore che cresce di più (+2,5%, 630 unità) le utilities (+5,8%, 9 unità), negli altri settori invece diminuisce il numero delle imprese registrate. Le costruzioni perdono 1,6%, che equivale a -114 unità e l’agricoltura lascia l'1,4% delle imprese, cioè 51 attività che chiudono. Si arresta quasi, nel 2013, la flessione dell’industria in senso stretto che perde comunque lo 0,3% ovvero 17 imprese.

All’interno dei servizi, spicca la crescita del commercio al dettaglio (+1,4%, 94 imprese), del commercio all’ingrosso (+2,3%, 88 imprese), ma anche della ristorazione (+5,4%, 72 unità). Crescono anche le attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,9%, 51 unità) e quelle immobiliari (+1,9%, 45) mentre arretrano i servizi di trasporto merci su strada (-5,9%, 37 imprese). Nel manifatturiero tutti i principali settori sono in arretramento: metalli (-2,8%, 17), mobili (-1,3%, 7 unità), concia (-0,8%, 7 imprese).



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