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Cultura domenica 04 luglio 2021 ore 11:00

Santeramo scrive: 2. Il Legame con il Territorio

Accomunati dall’intento di costruire una comunità più consapevole, drammaturgo e territorio sono i due poli di un dialogo per buoni proponimenti



PONTEDERA — Ogni terra ha il poeta che la racconta, lo scambio tra artisti e territorio è un tema che attraversa la letteratura di tutte le epoche. E’ un rapporto intimo, quello tra chi scrive e il luogo da cui scrive o per cui scrive e si lascia attraversare dalle suggestioni che questo gli evoca. Abbiamo così pensato di indagare sul legame nato dal rapporto tra la Valdera e Michele Santeramo, autore e narratore pugliese, insignito di prestigiosi riconoscimenti teatrale e letterari che da anni collabora con i teatri di questa zona.

Nella presentazione a FestiValdera e 11 Lune, di cui Santeramo è il drammaturgo di riferimento, si legge: “Il FestiValdera ha costruito negli anni una relazione strettissima con il territorio. Non è soltanto il contesto nel quale il festival trova rappresentazione, ma è il tessuto tematico da cui prendono vita le storie e le suggestioni che si mettono in scena. La Fondazione Peccioliper, i Comuni di Peccioli e di Pontedera, Belvedere spa, Fondazione Pisa, sono motore immobile del festival che nasce, si radica e misura nei luoghi che lo suscitano e che lo ospitano. È anche occasione di nuova aggregazione sociale, di comunità: uno specchio privato, proprio ed esclusivo di questo territorio, che contribuisce ad aggregare le persone, peraltro dopo un periodo di lunga solitudine imposta dalla pandemia, e che riunisce una comunità intorno a storie che le appartengono e la distinguono.”

Non è questo che in fondo facciamo dalla notte dei tempi? Riunire persone attorno a un fuoco per ascoltare delle storie. Canti, miti, leggende, cosmogonie o favole hanno permesso il tramandarsi di tutto quello che definisce la nostra cultura e che nasce da un bisogno immanente di conoscenza. E il teatro, nella forma in cui lo conosciamo, tiene acceso quel bisogno, rendendone i suoi spazi, l’ultimo propugnacolo a disposizione di tutti: “L’obiettivo è amplificare la volontà comune di far crescere il territorio intero della Valdera, partecipare a questa crescita che da culturale diventi sociale, economica, e serva a costruire comunità più forti e più consapevoli.”

Continuando la nostra conversazione immaginaria tra passeggeri di un treno che incuriositi, cercano di conoscersi raccontandosi, abbiamo chiesto a Michele un confronto su questo tema: “Questi testi nascono da un rapporto forte che negli anni ho stabilito con il territorio. Pontedera e Peccioli sono luoghi per me fondamentali, coi quali ho stabilito una relazione che è fatta di sguardi e di persone oltre che di territorio. Il teatro è forse anche questo: una architettura fatta di relazioni, che il testo disegna sulla carta e che poi devono essere vissute.”

Le storie che i cinque grandi attori del FestiValdera, Luca-Angelo, Fabrizio-Italo, Vittoria-Greta, Marco-Salvo e Toni-Candido, ci portano, sono sostenute da quella architettura di relazioni di cui parla Santeramo: la relazione delle storie tra loro, tra i personaggi, tra loro e noi spettatori che li ascoltiamo e li seguiamo sera dopo sera e tra noi e il nostro modo di vivere il territorio che abitiamo, quello piccolo, locale e quello più esteso di cui siamo tutti parte. “La storia sembra inventata ma invece abita la cronaca in tante parti di questo mondo: tutto è merce, tutto si acquista, senza eccezioni; anche le persone; anche i bambini. Non sappiamo quale sia la risposta giusta, non sappiamo nemmeno se esiste una risposta giusta. Ma di fronte a domande come queste si aprono esperienze, sentimenti, emozioni, che in qualche modo ci appartengono e ci raccontano di come siamo diventati noi.”

Percorrere i fili di quelle relazioni, analizzare l'architettura che le sostiene, capire quali nodi o fratture evidenziano, ci mette nella condizione di apertura verso un percorso di conoscenza di cui il teatro, sin dal cerchio intorno al fuoco, è archetipo.

“La Valdera è una specie di culla dentro la quale possono nascere storie e personaggi unici, il luogo ideale per custodire, anche nella forma di una formazione continua, le intimità della scrittura. Scrivere per il teatro aiuta a definire un paesaggio proprio attraverso le persone che lo abitano. “Poco più che persone” in questo caso, perché davvero ci vuole una grande forza per sostenere le storie, anche quella che ci è toccata in sorte. "

Sostenere la storia non è affar da poco ed è questo arduo compito che è chiamato il terzo elemento chiave della miniserie a episodi che anche noi stiamo costruendo intorno alla figura di Michele Santeramo. Il terzo angolo della nostra stanza è occupata dalla relazione attore-spettatore: abbiamo chi scrive, il drammaturgo, abbiamo il luogo dove ciò che è scritto viene detto, il territorio e il suo teatro, e infine abbiamo chi quel testo lo porta e chi lo ascolta. Da questa connessione profonda dipende l'esito di tutta la storia. Nel prossimo episodio entreremo nel vivo di questo mistero.

Michele Santeramo è autore di testi teatrali. Nel 2011 vince il Premio Riccione per il Teatro con il testo “Il Guaritore”. Nel 2013 vince il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT).

Pubblica nel 2014 il romanzo “La rivincita” edito da Baldini e Castoldi e in scena con la regia di Leo Muscato. Vince nel 2014 il premio Hystrio alla drammaturgia. Scrive, nel 2014, “Alla Luce”, per la regia di Roberto Bacci e la produzione di Fondazione Pontedera Teatro. “Il Guaritore” è fra gli spettacoli finalisti del premio UBU 2014 come migliore novità italiana e ricerca drammaturgica. Nel 2015 il Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale Pontedera della Fondazione Teatro della Toscana ha prodotto lo spettacolo ‘Da leggere’ La prossima stagione di e con Michele Santeramo. Nel 2015 scrive per la produzione del Teatro di Roma e la regia di Veronica Cruciani “Preamleto”. Nel 2017 scrive per la produzione del Piccolo Teatro di Milano “Uomini e no”, dal romanzo di Elio Vittorini. Scrive per il teatro Bellini di Napoli “Tito”.

Nel 2017 il Teatro della Toscana produce “Il Nullafacente”, che lo vede in scena come protagonista, per la regia di Roberto Bacci e “Leonardo Da Vinci. L’opera nascosta”. Nel 2018 e 2019 partecipa in qualità di autore al Festivaldera in cui Santeramo ha scritto la drammaturgia per gli spettacoli presentati da Sergio Rubini, Anna Foglietta, Valeria Solarino, Claudio Santamaria, Edoardo Leo, Luca Zingaretti e Marco D’Amore.

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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