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venerdì 21 luglio 2017

LEGAMI D'AMORE — il Blog di Malena ...

Malena ...

Sono nata in un paese straniero e provengo da una famiglia italiana. Fin da giovane le persone si sono sempre confidate con me: donne, giovani, figlie, nipoti, sorelle, comari, amici. Restavano ore a raccontarmi le loro storie e i sentimenti provati durante i loro vissuti. L'argomento più chiacchierato è l'amore in tutte le sue sfaccettature e ho deciso pertanto di parlarne affinché si possa trarre spunto per riflettere sulla differenza di genere.

Tommaso

di Malena ... - venerdì 13 maggio 2016 ore 16:23

Letizia dodici anni fa ha conosciuto un uomo. Da sempre Letizia è la mia migliore amica. La prima volta che lo vide, lei portava in grembo il suo bambino, che da lì a due mesi, sarebbe nato. Il caso ha voluto che i due diventassero vicini di casa, perché entrambi avevano acquistato un appartamento in un condominio di nuova costruzione e l’uomo in questione abitava nell’appartamento sottostante al suo.

Il feeling fra loro fu immediato e reciproco, consolidando quindi nel tempo un affetto profondo. All’inizio si davamo del lei, in special modo Letizia, lo riteneva indispensabile, per la cospicua differenza d’età che li differenziava. Tommaso era un uomo dolce, i radi capelli che oramai coprivano solo parte della base cranica, erano stati tagliati corti, donandogli un’aria dolce, insieme ai suoi occhi teneri, velati sempre di quella lieve malinconia, caratteristica di chi si sente solo. Sempre silenzioso ma presente nella sua vita. Non seppe dire quando il sogno d’amore nacque in lui, in che modo, in altre parole, la conoscenza si trasformò in affetto e come quest’ultimo si volse in dedizione per una donna, nella fattispecie giovane, impegnata, madre e moglie, ma successe. 

Pian piano l’uomo, divenne per lei, la figura di riferimento alla quale la mia amica raccontava tutto ciò che le capitava, nel suo solito modo spiritoso e ricco d’auto ironia. L’uomo solo, vedovo da qualche tempo si legava sempre di più a lei e la stimava in ogni cosa, al punto che, a metà degli anni del loro cammino, confermò alla donna, il suo sospetto, sul tipo d’amore che lo legava a lei. 

Fu comunque, una sorpresa per Letizia, perché mai avrebbe pensato di poter suscitare quel genere passione, in una persona dell’età di Tommaso, come se il cuore a un certo punto, dovesse per forza di cose, naturalmente cessare di battere con forza, per l’emozione di stare accanto all’amata. Da allora la mia amica cominciò a riflettere sulla cassaforte del sentimento e su tutte le combinazioni che permettono l’apertura del cuore, sia essa d’ultima generazione, sia si tratti del primo prototipo lanciato sul mercato e da allora guarda il mondo con altri occhi più che mai consapevoli della natura dell’essere umano. 

La mia amica, infatti, da quel giorno evitò di andare a trovarlo così spesso come faceva di solito, e diradò le sue manifestazioni d’affetto elargendogliene il meno possibile, per evitare di dare false illusioni all’anziano signore. Si costringeva a trattarlo come un semplice vicino di casa, senza mai mancare d’informarsi sullo stato di salute e sulle sue necessità, attraverso la figlia che coabitava con lui. Aveva in mente Tommaso in quest’ultimo periodo perché a giorni sarebbe stato il suo compleanno e preparava nella mente l’idea del dono che le avrebbe fatto, perché ottant’anni sono un traguardo importante per la vita di un uomo, perché non è come averne venti dove si prevede di poter conseguire ancora, almeno il doppio delle primavere future, poiché ogni anno, potrebbe essere sempre l’ultimo che gli resta di vivere. 

Sarebbe voluta andare per tastare il terreno sui desideri del ricevente, com’è sua consuetudine fare quando si avvicinano gli eventi da commemorare, ma gli impegni eccessivi di quel momento, la fecero capitolare e rimandare al domani, qualcosa che invece avrebbe dovuto fare subito, se avesse potuto sapere, capito e previsto il futuro. 

In un giorno di febbraio freddo e invalidante, diedero a Letizia l’orribile notizia, che mai lei avrebbe voluto sentire. Tommaso ha avuto un’emorragia cerebrale. Irreparabile, estesa, funesta. Piange adesso Letizia. Si dispera per l’uomo che anche lei vuole bene, scoprendo la sofferenza estrema nel vedere l’uomo di un tempo, steso sul letto di un ospedale, in sostanza, in coma. A nulla vale ora chiamarlo per nome, tra le lacrime, accarezzargli il viso, tenere la sua mano nelle sue per farle sentire tutto il calore che lei prova, perché lui non può sentire e non riesce a gioire della sua propensione per lui. Il rimorso per aver represso il desiderio provato più volte, di stargli vicino, di renderlo partecipe per tutto della sua vita, di sfiorargli il volto coperto di rughe e di tenergli la mano stretta, stretta, come fa adesso che lui non può più sentire, la fa star male e soffrire, facendola sentire miserevole, insensibile, perfino cattiva. 

Non c’è più rimedio, non si può fare nient’altro, perché Tommaso muore, lasciandola sola dopo tre giorni d’agonia, che sono serviti alla donna per riflettere sul senso dell’amore e della vita. Giornata di freddo intenso e pungente, ventosa e fastidiosa, insopportabile e orrenda, quella che accompagna Tommaso per l’ultimo saluto. Letizia è dietro al carro funebre, in prima fila come a non perdersi la proiezione del film che volge alla fine, perché sente di dover rimediare alle sue mancanze, perché ha bisogno di accompagnare il suo innamorato passo dopo passo, alla sua abitazione definitiva, a dispetto di chi potrebbe mormorare e criticare il suo comportamento che dal grado di parentela inesistente si sarebbe dovuto porre agli ultimi posti della fila. 

Gli altri però non sanno del perché di quel gesto, il resto non sa che la donna è li, perché era legata a Tommaso dall’affetto profondo, non misurabile né quantificabile, perché mai esternato liberamente, ma le piace considerarsi la moglie, l’amante dell’anziano signore, che davanti a lei, esegue il suo ultimo viaggio. La bara é calata nella fossa, preparata dagli uomini conseguendo il momento più drammatico da superare, quando la terra arida copre del tutto il corpo di Tommaso. 

Letizia ha una rosa tra le mani, rossa, a stelo lungo. Si avvicina al feretro, prima che la manciata di terra completi il lavoro di sommergere la cassa da morto e portandosi sul ciglio del fosso, bacia la rosa e la porge a Tommaso, dicendogli addio per sempre, ma solo a parole, perché nel cuore, giammai non lo dimenticherà, mai più lo allontanerà. Gli consentirà perciò di vivere sempre al suo fianco, nel ricordo, come l’unico uomo che l’ha amata davvero e che non ha mai preteso nulla in cambio, per l’amore che lui le ha donato. La mia amica adesso non piange più per il dolore, ma quando qualche volta parla ancora di Tommaso, i suoi occhi assumono i colori della nostalgia, della tenerezza e dell’affetto. 

Malena ...

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