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sabato 25 giugno 2016

LEGGERE — il Blog di Roberto Cerri

Roberto Cerri

ROBERTO CERRI - Spunti ed opinioni del Direttore della Biblioteca Gronchi di Pontedera su libri, lettura, biblioteche, educazione permanente e su come tutte queste cose costituiscano una faccia importante dello sviluppo delle comunità.

​Letture condivise. Piccoli network crescono

di Roberto Cerri - mercoledì 20 agosto 2014 ore 11:08

Nell'era di internet il piacere della lettura resiste e si organizza. 

In rete e fuori dalla rete. 

Tramontata l'era dei critici letterari, oggi ognuno si sente libero di dire la sua su qualunque cosa gli capiti di leggere. E, per fortuna, spesso gli piace farlo in compagnia. 

Da una decina di anni infatti si è generalizzata anche da noi l'abitudine di trovarsi in gruppo, di solito in biblioteca, più o meno con scadenza mensile, per commentare un libro che è stato letto da tutti (beh, quasi da tutti). Da lì si parte per una serie di riflessioni sull'autore (di solito “processato” da alcuni e difeso con passione da altri), sul testo, sulle altre opere dello stesso autore, su altri testi di argomento analogo e così via. 

Solo in Toscana saranno almeno un'ottantina (se non di più) i circoli di lettura, per lo più distribuiti su un numero analogo di biblioteche comunali. Proiettando i dati della provincia di Pisa (che conosco di prima mano) sul contesto regionale, direi che il fenomeno dei circoli coinvolge dalle tremila alle quattromila persone. Non molti, dal punto di vista quantitativo. Anzi decisamente una “nicchia”. 

Però si tratta di lettori forti per qualità e quantità di lettura. E quindi il dato è interessante. Anche perché questi lettori appassionati coltivano, oltre al piacere della lettura, anche il piacere di trovarsi insieme, scambiarsi opinioni guardandosi negli occhi, ribattere in tempo reale alle obiezioni che vengono fatte alle proprie affermazioni, condividere momenti di convivialità (da qualche frugale biscotto a vere e proprie apericene). 

Alcuni di questi circoli sono più aperti (e mostrano un certo interscambio di persone). Altri sono più “chiusi” (veri e propri club di amici e di “iniziati”). Gli insegnanti la fanno da padrone. Di solito sono la categoria professionale più numerosa e più ciarliera. Ma non mancano anche altre figure. Inclusi gli scrittori in erba.

Poi ci sono quelli che vengo impreparati. Che non ce l'hanno fatta a finire di leggere il libro proposto. Si sentono in colpa. Tacciono. E alla fatidica domanda: “Ma te che ne pensi?”, arrossiscono e si scusano, ma non hanno proprio avuto il tempo. Qualcuno chiede che si scelgano libri più corti (almeno è sicuro che ce la farà a finirlo). Altri vorrebbero che fossero presenti gli autori dei libri. Altri invece assolutamente no, altrimenti la discussione verrebbe falsata. 

Ed in effetti quest'ultima cosa è verissima, perchè mi sono trovato ad un circolo in cui si presentava un libro di un autore il cui testo era stato stroncato da tutti (prima dell'incontro), ma lì davanti allo scrittore sono partite delle sviolinate che sembrava di avere a che fare con Alessandro Manzoni.

Poi ci sono i narcisisti che approfittano di ogni autore e di ogni romanzo per raccontare la propria vita. Al terzo o quarto incontro un po' si ripetono. Ma anche questo fa parte del gioco. Insomma, belle esperienze di biblioterapia di gruppo, a cui tutti, volendo, posso partecipare. Gratis. Basta cercare la biblioteca più vicina a casa dove il circolo di lettura si riunisce. 

Non è difficile. 

E di solito fa bene.

Roberto Cerri

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