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mercoledì 29 novembre 2023

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

​Dizionario (seconda puntata)

di Nicola Belcari - lunedì 03 aprile 2023 ore 09:00

Pensiero unico

Il pensiero unico esiste (purtroppo).È l’insieme di valutazioni, considerazioni, idee, comuni a una maggioranza che non ammette riserve, critiche, opposizione. È un’imposizione (che in quanto tale giustifica un altro purtroppo) subdola e nascosta.Esso non è mai (e ancora purtroppo) nel giusto, se non in parte, altrimenti non sarebbe altro che buon senso o ovvia e indiscutibile verità. Il suo dominio non significa che non siano presenti, nei vari media, idee diverse, anzi, più sono numerose e assurde, più lo favoriscono.La finezza consiste nel far credere di lasciare una scelta e, ancor meglio, nel dividere l’opinione pubblica in due partiti opposti e inconciliabili: quello che srotola la carta igienica dall’alto e quello che la srotola dal basso.

Astronomia
La Terra è rotonda. Sembrava un dato acquisito ma c’è chi ne dubita. La sfericità è comprovata da quel che vi accade sopra, affidato al caso e alla fortuna. Come spiegare altrimenti le stranezze, le bizzarrie, le situazioni assurde e grottesche che vi si verificano.La ruota della Fortuna è instabile, mutevole, irragionevole poiché ha quella forma. A proposito, per esempio, dell’imprevedibilità del gioco del calcio si dice: la palla è rotonda. A correggerne l’odiosa casualità c’è l’arbitro, deus ex machina (il v.a.r.).La Terra per giunta ruota su se stessa e nel contempo gira intorno al sole, così che i terrestri sono spesso un po’ nervosi e soffrono di giramenti.

Monarchia
Sostenere che i sovrani regnano per volontà divina è la più ridicola fandonia impartita ai popoli. Scegliere come criterio di successione al trono la discendenza filiale è discutibile per merito oltre che essere aleatorio. Il matrimonio tra re e regine ha motivazioni dinastiche e obbedisce alla ragion di Stato: è capitato infatti siano stati promessi e impegnati tra loro per una futura unione un principe di un anno e una principessa non ancora nata.Si obietterà che queste sono ovvietà: ditelo ai giornalisti della tivvù.

Costituzione
La Costituzione italiana è la più bella del mondo. Per acclamazione unanime, non importa indire un concorso. C’è un però.Al di là dei nobili intenti dei padri della patria che l’hanno scritta, sembra essere interpretata dall’attuale establishment con un retropensiero, con mezze verità, in una parola, con riserve mentali.Art. 1 L’Italia è una Repubblica (ma quanta nostalgia per la monarchia! vedi Raidue e Canale 5) democratica (senza esagerare) fondata sul lavoro (degli altri). La sovranità appartiene al Popolo (che la delega agli esperti. Il cielo ci scampi dal populismo!).Art. 2 (magari! o figuriamoci!)Art. 3 (magari! o figuriamoci! ci mancherebbe altro!)

Matrimonio
Contratto desueto. La formula di rito davanti al vicesindaco dovrebbe essere aggiornata. “Cari sposi non fate promesse di fedeltà che non siete sicuri di poter mantenere”. Non più “state insieme fino a che morte non vi separi” ma “fino a quando ci siano buone ragioni e i motivi per il divorzio o la separazione non siano migliori”, “fin che dura fa verdura”. Gli aspiranti coniugi, dopo l’anno di prova, che avrebbe fatto sorridere i nostri avi dell’Ottocento ma oggidì necessario e pure di durata insufficiente, dovrebbero studiare bene le conseguenze di una decisione affrettata. Sui fidanzati grava l’oscura minaccia del tempo. Se Romeo e Giulietta avessero avuto la possibilità d’invecchiare si sarebbero trovati a convivere con una persona sempre più diversa e magari somigliante a coloro dai quali erano stati cresciuti e dunque, forse, a discutere come tra Montecchi e Capuleti.Prima di compiere tale passo, converrebbe riflettere profondamente e poi, a meno di superiori ragioni di natura economica che sarebbe inelegante specificare, non farne di niente.

Nicola Belcari

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