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domenica 01 ottobre 2023

SORRIDENDO — il Blog di Nicola Belcari

Nicola Belcari

Ex prof. di Lettere e di Storia dell’arte, ex bibliotecario; ex giovane, ex sano come un pesce; dilettante di pittura e composizione artistica, giocatore di dama, con la passione per gli scacchi; amante della parola scritta

Dizionario

di Nicola Belcari - martedì 07 marzo 2023 ore 09:00

L’inganno delle parole.La lingua si arricchisce di continuo di parole, alcune mutano di significato, in talune un’accezione prevale sulle altre. Le parole svelano o nascondono. Spesso la politica e i suoi corifei le impiegano in modo distorto: è la neolingua, ormai riconoscibile nelle sue motivazioni ideologiche.

Queste che seguono sono le voci di una prima puntata di un piccolo dizionario di quotidianità e con un po’ di filosofia spicciola, con attenzione in particolare a neologismi, parole di moda, movimenti o correnti ideali contemporanei, termini mistificati o mistificanti e, soprattutto, concetti astratti definiti da un punto di vista “sotterraneo” o marginale. Pensieri di un anacoreta.


Antiamericanismo
Succubi del mito yankee appena uno dovesse azzardarsi a dubitare di un aspetto dell’american way of life sarebbe accusato di antiamericanismo. È uno degli ismi inventati per troncare ogni critica, serve per condannare senza processo l’incauto colpevole, l’iconoclasta. È la solita tecnica di rovesciare la realtà sicuri dell’effetto: siccome siamo vittime dell’americanismo, una fascinazione facile da constatare, basta dire il contrario. Una volta c’era un Popolo: quando qualcosa di bizzarro o ridicolo arrivava dagli U.S.A. la chiamava un’“americanata”. Oggi siamo solo in ritardo sullo sciocchezzaio. Viviamo in un mondo opaco e sbiadito, un paese delle ombre, in un vagare senza meta di non-ancora-morti senza pace. La tivvù ha compiuto la sua missione.


Buonismo
È una delle tante novità terminologiche, con l’aggravante dell’ismo, invece, ed è raro, opportuna e giustificata. Il problema semmai sta nell’attribuzione di questa etichetta da applicare a una bontà con risvolti sfavorevoli. Il conio della parola era necessario per un prodotto dei tempi. Nel passato erano assai rari casi simili: è tipico della squallida modernità un’ipocrisia di quella specie o in quella forma. Una volta la fattispecie più vicina, ma che non esprime lo stesso concetto, era esemplificata dal detto: il medico pietoso fa la piaga puzzolente.


Populismo
Nobile ideale, venato d’illusione, di anime generose. Oggi il termine è usato a sproposito al posto di demagogia in modo vigliacco dagli sgherri del potere. Funziona per squalificare l’accezione originaria, primitiva e principale. Un uso ispirato al disprezzo del Popolo, sostituito dalla massa che finisce per meritare lo sfregio.


Nazional-popolare
Espressione che torna ogni tanto nell’eloquio delle persone colte o che vogliono presentarsi come tali. L’espressione però impiegata per manifestazioni canore o spettacoli televisivi ammette solo l’uso ironico. Coloro che l’adoprano in modo serio sono solo pappagalli che ne ignorano l’origine e il significato.


Libertà
Nel nostro mondo progredito si parla di libertà per tutti. È così liberali convinti proclamano, in forme speciose e in nome di alti concetti, la libertà di sfruttare gli altri, di rubare (è ovvio nella perfetta legalità), di frodare lo Stato (che notoriamente non è nessuno), di commerciare il proprio corpo, e via di seguito… la libertà dell’oppressione.


Rassegnazione
Quando in tivvù rassicurano dicendo “poi mi taccio”, che per noi sarebbe “ora mi cheto”, poi sto zitto, il telespettatore ha un sospiro di sollievo, si abbandona e si distende sulla poltrona, si rasserena, si rilassa al lieto annuncio; una promessa, purtroppo, quasi sempre mancata, foriera di delusione. Ma allora perché sottoporsi a quel fastidio? Non c’è da qualche parte il telecomando? Per stanchezza? Per ascoltare una parola che forse arriverà sorbire un cumulo di stupidaggini? È rassegnazione.

Nicola Belcari

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