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venerdì 21 luglio 2017

FATTI E IDEE — il Blog di Ivan Ferrucci

Ivan Ferrucci

IVAN FERRUCCI - L'impegno politico inizia molto presto, durante gli studi superiori, che ho svolto a Pisa. In Provincia di Pisa, a Fornacette, vivo con mia moglie ed i mie due figli. Ho dato il mio contributo alla vita pubblica locale ricoprendo incarichi provinciali e poi quello di segretario durante gli anni di passaggio che portarono la sinistra italiana - Il PDS/DS – a confluire nel Partito Democratico. Sono stato Consigliere della Regione Toscana e capogruppo del Partito Democratico dal 2010 al 2015

​A proposito di eguaglianza

di Ivan Ferrucci - lunedì 12 maggio 2014 ore 11:22

Da uno studio del CENSIS risulta che il patrimonio delle 10 famiglie più ricche del paese equivale a quello di 500 mila famiglie operaie. 

Questo è un tema. 

Anzi, direi che questo è il tema. 

Prima della rivoluzione industriale i ricchi erano ricchi e i poveri erano poveri. Chi lavorava, nella stragrande maggioranza dei casi, lo faceva per la stretta sussistenza e nulla più. La mobilità sociale era roba per pochissimi, un fatto del tutto eccezionale. Mi pare che si stia velocemente tornado a quel modello, ma non possiamo far finta di non vederlo e non saperlo. E’ necessario ridare centralità e dignità al lavoro. Non è pensabile immaginare un futuro possibile generando schiere di giovani privati della legittima aspettativa di costruire un futuro decente. E’ urgente superare questa fase di stallo con politiche adeguate: l’ascensore sociale, fermo da vent’anni, deve ricominciare a muoversi. I nostri giovani devono poter accedere agli studi e trovare impieghi dignitosi.

Per questo - per l'accesso agli studi - al merito si deve affiancare l’equità: dobbiamo investire molto di più sul sistema dell'istruzione, sull'università e ricerca; è importante dare fiato alle imprese che innovano in prodotti e processi, scegliere di destinare le risorse disponibili a chi dia garanzie di ritorno verso le comunità. Così come è indispensabile lavorare per dare impiego alle donne, ancora spesso escluse del mercato del lavoro o relegate in funzioni minori, con poche opportunità di carriera e poche occasioni per vedere accresciuto nel tempo il proprio reddito. 

E’ urgente ripensare lo stato sociale, ampliando le opportunità per i giovani. 

Così com’è indispensabile proseguire una serrata lotta all’evasione fiscale, affinché chi ha di più paghi di più, per garantire un welfare universale e servizi di buona qualità.

Credo che questo sia possibile cambiando non solo lo scenario italiano, ma soprattutto quello europeo, costruendo un’Unione dei cittadini e non solo delle banche. Nel 2005 in Francia la maggioranza dei votanti bocciò attraverso un referendum la costituzione europea (Il nuovo trattato fatto dall'allora commissione europea presieduta da Romano Prodi). Con quel voto il processo di riforma dell'Unione s’interruppe, ed oggi ne paghiamo le conseguenza. La diseguaglianza si combatte anche riprendendo il processo di riforma dell’UE: è urgente un radicale cambiamento nella politica economica e una riforma complessiva delle istituzioni comunitarie.

Ivan Ferrucci

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