QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PONTEDERA
Oggi 20° 
Domani 19° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News valdera, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdera
sabato 23 settembre 2017

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

Cip e Ciop e la loro banda nel tango argentino

di Maria Caruso - domenica 21 agosto 2016 ore 07:10

Il termine banda indica la forma più elementare di società umana. Nel caso del tango argentino possiamo considerare “banda” il piccolo gruppo informale di allievi di una stessa scuola, non più grande di una famiglia allargata. Occupa temporaneamente il territorio della sede, dove si svolgono le lezioni e si accampano e organizzano cooperativamente la caccia in milonga. Sono autosufficienti e sono vivamente sconsigliati gli “inciuci” all’interno della banda per non rovinare il clima festaiolo che s’instaura tra gli elementi del gruppo. 

Gli allievi più anziani sono ritenuta guida o consiglieri ma non ci sono leggi né alcuna coercizione tra loro. Gli usi e i costumi della banda (dove andare a ballare, come organizzarsi, ecc.) sono di solito trasmessi oralmente. Il loro credo è tramandato e rispettato dai membri almeno finché rimangono in quella scuola. 

Cip e Ciop sono due tangheri che insieme con altri loro amici di scuola si sono avvicinati al nostro mondo. Studiano insieme il tango presso una scuola nota, la Rescue Rangers, preoccupandosi di imparare in particolare i primi passi di tango. Cip è un maschio possente dal naso prominente ma piccolo di statura. E’ sempre vestito di nero e come cavallo di battaglia usa spesso il contrattempo anche quando potrebbe invece ballare a tempo pieno se seguisse la melodia musicale suonata in quel momento. 

E’ il leader della compagnia ed è il più coraggioso nell’invitare anche donne molto più in su di lui di livello. Alle volte diventa un po’ noioso se s’incaponisce nel fare 100 sacadas in un unico brano. Dale è il suo amicone, di statura un po’ più alta e con una dentatura sporgente, che a ogni suo sorriso procura smorfie spontanee nelle donne durante la mirada e il cabeceo e, veste sempre con delle camice stile hawaiane. Adora andare in milonga a prescindere ed è sempre rilassato e sbarazzino per cui le donne ci ballano più volentieri. 

Un altro amico della compagnia è Montereuy Monty Jack che pensa più che altro a mangiare e a bere ai buffet piuttosto che competere, nell’invitare più donne, con gli altri due. Gattopardo è un altro amico della compagnia che si crede già arrivato in quanto a bravura invitando tutte le super brave ma ciò non gli evita figuracce quando è lasciato in mezzo alla pista. Una delle donne del gruppo è Scheggia topolina che manovra i ragazzi del gruppo nel decidere dove andare. Quando balla, s’intende di muoversi e di pensare lei le sequenze di tango da eseguire secondo il suo piacere lasciando confuso il ballerino di turno e durante tutta la tanda, parla continuamente. 

Il dott. Pandemonium fa parte del gruppo ma è di livello superiore essendo un ballerino datato, scienziato perché sa tutto della teoria del tango, un po’ pazzo ma data la sua umanità cerca in qualche modo di mettere ordine nella compagnia senza però grandi risultati . 

La banda in questione è durata per diversi anni con un susseguirsi di nuovi arrivi e di vecchie partenze poiché si sa che in questo universo niente si crea, niente si distrugge ma tutto si trasforma. Alcuni tangueri fedelissimi sono rimasti nella banda altri se ne sono andati per costituire altre bande in altre scuole e infine qualcuno ha del tutto abbandonato la passione per il tango perché, alle volte, succede anche questo. 

I maestri non possono far niente per trattenere gli allievi nella scuola e pertanto si devono limitare a guardare con rammarico il susseguirsi di tangueri che vanno e vengono dal loro ambiente come fossero navi approdate nei porti per una breve sosta e mai come destinazione definitiva. Diciamo che gli esseri umani stanno insieme finché hanno in comune dei bisogni da condividere nel tentativo di soddisfarli. 

Poi, può capitare di allontanarsene senza peraltro perdere il legame, per accostarsi ad altre persone con cui stare. Si potrebbe pensare in maniera negativa dicendo: “Ci si cerca solo quando si ha bisogno…”. In realtà difatti così è. Se, infatti, non hai con cui andare in milonga fai il giro delle telefonate anche a quelli/e che non chiami mai. Tacitamente si chiede senza dirne il perché (non ho trovato nessuno) e altrettanto tacitamente si accetta la telefonata senza esprimere giudizi (so che mi hai chiamato perché non avevi trovato nessuno con cui andare) perché la stessa cosa potrà succedere anche a te. 

Oggi è scientificamente provato che i tangueri per conservare condizioni di benessere hanno bisogno di soddisfare la loro voglia di andare a ballare. Questo bisogno è indispensabile per avere uno sviluppo tanguero complessivamente buono. Le esperienze di base sono quelle che determinano il futuro di un ballerino di tango e rappresentano i “mattoni” su cui il tanguero costruirà e svilupperà tutto il suo essere. 

Ai leader delle bande pertanto faccio notare che sono responsabili in qualche modo dei loro membri specie quelli novelli appena entrati a far parte di questo mondo. Buon tango!

Maria Caruso

Articoli dal Blog “Parole milonguere” di Maria Caruso