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lunedì 26 settembre 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

Gli equivoci nel tango argentino

di Maria Caruso - domenica 19 aprile 2015 ore 12:58

Equivoco significa interpretazione sbagliata, malinteso, errore venuto dallo scambiare fra loro cose o persone simili. Per evitare questo nel tango argentino dovremmo attenerci rigorosamente alla mirada e al cabeceo

Sono gesti gentili non verbali usati costantemente ogni giorno come segno d’intesa a un'altra persona ma quando dobbiamo usare tale metodica nel tango argentino per eseguire un invito diventiamo imbranati e l’unico modo per farci l’abitudine è di provare, riprovare e sperimentare fino a che non diventi naturale e spontaneo. 

Il problema si pone quando accadono fraintendimenti e situazioni imbarazzanti specie all’inizio quando ancora non siamo avvezzi a tale pratica. La miranda la fanno, sia gli uomini sia le donne e il mirato, risponde con il cabeceo (segno di assenso con la testa) accompagnando tale gesto generalmente con un sorriso se naturalmente accetta l’invito, altrimenti distoglie lo sguardo e la cosa finisce lì… ma non sempre perché qualche uomo ti si para ugualmente davanti e tu poveretta hai due possibilità o rifiuti l’invito, passando per una che se la tira, o accetti nonostante tutto. 

Infatti, la mirada si fa a distanza… Poche donne invitano gli uomini direttamente a parole, poiché sminuirebbero il valore dell’uomo e anche perché è dura dover sopportare un rifiuto quindi secondo me, meglio evitare. Spesso chi si avvicina al tango si chiede, sentendo parlare di questa forma curiosa d’invito, ma come si fa la mirada

La dinamica è la seguente la donna si guarda in giro alla ricerca di un papabile ballerino (oppure per capire se qualcuno la sta magari mirando) e quando lo trova, guarda con insistenza (oppure se mirada fa il cabeceo). Se, e quando l’uomo si accorge di essere mirato, nel caso decida di raccogliere l’invito (buona fortuna!) (ricordatevi i criteri: altezza, bravura, davanzale) dà il consenso con il cabeceo con un leggero movimento della testa e un sorriso d’intesa. Se non è interessato (oppure è orbo come spesso succede) distoglie lo sguardo, ma state sicure che non ci risponderà mai se non è interessato (amen e pace all’anima sua), oppure come spesso accade gli uomini, si guardano in giro come ebeti senza capire di essere stato invitato. 

Tutto questo accade in pochi secondi quindi cerchiamo di essere più veloci degli indiani del far west e cambiamo subito obiettivo se il bersaglio non è immediatamente colpito, perché la cortina dura pochissimo. A quel punto l’uomo si muove per raggiungere la donna senza mai perdere il contatto visivo perché se ciò accade, magari si alza la donna accanto, credendo di essere lei la prescelta. Evitiamo peraltro uomini, i rintocchi sulla spalla della donna e la banale frase: “Balli?” cosa poco elegante che non rientra nelle regole del tango, tanto più che soffrire non piace a nessuno. 

Le regole argentine vietano inoltre di invitare una donna se siede al tavolo in compagnia di un uomo e difatti in alcune milongas, gli uomini e le donne occupano posti separati. Donne, non alziamoci finché l’uomo non è di fronte a noi, perché rischiamo quando questo accade, se l’invito non fosse per noi di voler sprofondare in fondo all’oceano. A fine tanda l’uomo non dovrebbe lasciare la donna in mezzo alla pista come dire ora, vai… tanto abbiamo già finito, ma riportarla al suo posto per educazione. E per favore cari uomini, giacché per noi donne è difficile farsi invitare vista la concorrenza spietata… tra le tanghere, non state davanti alle donne durante le cortine…. Aria.. Aria….

Maria Caruso

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