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sabato 25 giugno 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

La bella addormentata nel festival del tango

di Maria Caruso - sabato 26 marzo 2016 ore 23:04

I festival del tango sono manifestazioni artistiche di varia durata, che generalmente e periodicamente si tengono in determinate località con lo scopo di far ballare tangheri provenienti da varie zone. I festival pertanto possono anche essere internazionali e quindi il target di ballerini è costituito da persone provenienti da tutto il mondo. 

Per partecipare a tali eventi occorre prenotare per tempo e se interessati aderire a tutto il pacchetto che comprende sia le lezioni generalmente con dei maestri famosi si l'ingresso alle varie milongas in programma. Gli organizzatori offrono anche hotel convenzionati e talvolta anche i ristoranti, dove poter consumare i pasti principali a prezzi accettabili. 

Tali manifestazioni per noi tangheri hanno diversi significati e scopi. Uno fra i primi è di ballare con persone mai viste e conosciute come momento di verifica delle proprie capacità tecniche visto che un “very good” detto in inglese non è lo stesso di un “molto bene” in italiano. Per gli uomini tangheri inoltre le donne straniere, specie se nordiche e con gli occhi azzurri, sono un tema interessante con cui trattare e trastullare il proprio ego maschile. 

Gli uomini stranieri si dilettano invece con le belle more mediterranee e pertanto quelle bionde italiane hanno meno chance di colpire i ballerini d’oltre oceano. Ad ogni modo si balla. Si balla di mattina, di pomeriggio e di sera ed alla fine dell’evento hai le note di D’Arienzo, Canaro, Donato, Di Sarli, Fresedo e tanti altri che ti escono dalle orecchie. 

Durante tutto l’intero anno solare possiamo scegliere di andare a un festival del tango nei posti più svariati, budget permettendo. Le milongas sono affollatissime e più che godersi le tande si diventa abili nello scansare colpi alti e bassi a seconda dii bolei marcati dall’uomo. Ad ogni modo il confronto è sempre piuttosto duro poiché sono tutti “super tangheri” e perché, generalmente a tali eventi, non partecipano i principianti ma piuttosto quelli che pensano di essere in grado di districarsi piuttosto bene con giri a sinistra e sacadas. 

La bella addormentata nel bosco, mi ha raccontato la sua esperienza e la condivido con voi perché interessante e da diffondere come informazione. Qualche tempo Serena, o meglio conosciuta come "la bella addormentata nel bosco", decide di partecipare a un tango festival in una località lambita dal mare. I preparativi prima della partenza hanno tenuto la bella addormentata in uno stato di fermento e di agitazione pre- evento piuttosto forte e in sovraccarico di tensione mista a eccitazione evidente. 

L’aspettativa, come fosse il valore atteso di una variabile economica, della mia amica sale a dismisura man mano che si avvicina l’ora fatidica d’arrivo. La sistemazione in appartamento è di suo gradimento e dopo aver sistemato i bagagli alla velocità della luce in men che non si dica, è pronta per il suo trionfale ingresso nel festival dopo aver fatto ovviamente la registrazione ed essere stata identificata, tramite braccialetto colorato, sull’appartenenza ufficiale a tal evento. 

E’ andata con un paio di amiche e come di prassi occorre adeguarsi alle esigenze di tutti. A ogni buon conto arriva l’ora x e si cerca posto a sedere. In genere in questo tipo di eventi non ci sono posti riservati e perciò il giro intorno alla pista è d’obbligo. Finalmente seduta e, fatto il rituale cambio di scarpe, si guarda intorno. Missione impossibile, diventa far la mirada, perché la pista è all’aperto e l’illuminazione dei lampioni intorno alla piazza piuttosto scarsa. Allora rivolge lo sguardo alle sedie vicine e come spesso succede quando hai “Saturno contro”, i posti sono occupati “stranamente” da donne (ma va!). 

Capito l’andazzo, la mia amica si rassegna a stare in panchina per chissà quanto tempo. Magia delle favole. Quasi addormentata per la noia appare il cavalier ruspante che la invita per una tanda. Italiano, anzi del posto, ma lei non si formalizza poiché quando hai sete, berresti anche dalle pozzanghere. A guardarlo bene è anche un bell’uomo e nel lasciarsi andare alla sua miglior performance tanghera riceve i complimenti da parte del suo ballerino. Beata fra le nuvole si addentra sempre più nel mondo dei sogni e non si accorge che il suo partner ha un braccialetto di un colore diverso dal suo. 

Rimessasi a sedere e ballando qualche altra tanda (sempre poche rispetto a quanto avrebbe voluto) finisce la serata. La sera successiva accade la stessa magia ripresentandosi al suo cospetto il ballerino della sera precedente che la invita nuovamente a ballare. Nella mente della bella addormentata si formulano due ipotesi: o sono brava o gli piaccio, godendosi nel frattempo il suo giro di vals. Alla terza sera, quando succede di nuovo lo stesso copione, nel suo film, non ha dubbi sulle sue ipotesi, diventando pertanto conferma per il suo ego. Finisce per fortuna l’evento poiché alla fine, era esaurita e sfinita.

Durante il viaggio di ritorno, racconta alle sue amiche la propria esperienza. Così la bella addormentata del mondo tanghero viene svegliata con un colpo al cuore quando scopre che il braccialetto di diverso colore significava che quei ballerini erano lì per far ballare le “povere donne” poco invitate. Insomma era un tanghero “mercenario”, un "taxi dancer" non pagato ovviamente, ma in sostanza in milonga per fare il suo lavoro. 

Morale della favola: svegliamoci donne e cerchiamo di diventare super brave!

Maria Caruso

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