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sabato 03 dicembre 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

Tende e mantovane nel tango argentino

di Maria Caruso - mercoledì 01 aprile 2015 ore 17:28

L’abbigliamento per ballare il tango negli anni si è evoluto diventando naturalmente più libero, anche se ha mantenuto la sua eleganza, almeno per quelli che ci credono ancora. Se il tango è una filosofia mescolata a sete di passione fatto di regole e follia non può il modo di vestire cozzare con tutto questo. 

Se consideriamo poi l’emozione, l’energia, la respirazione stessa che insinuano un corteggiamento di altri tempi, gli abiti devono essere pertanto consoni. Il tango è fondamentalmente estetica, si balla in due un passo alla volta con movimenti rapidi, è perciò importante scegliere l’abito giusto che consenta alla donna di assecondare i movimenti delle gambe e all’uomo di potersi muovere liberamente. 

Allora perché alcune donne si mettono una striscia orizzontale che copre appena il bordo inferiore della radice della coscia? Perché talune usano vestiti di vario tessuto che stendono sopra e davanti a tutta la gamba fino a coprire i piedi come se dovessero essere nascoste o protette? Per non parlare di chi porta anche la coda come le spose nel giorno del loro matrimonio. 

Allora ti diverti a vedere le scene: Quelle con la mantovana a ogni fine tango tirano giù il vestito con finto fare pudico perché tutti gli occhi dei presenti sono incollati al loro sedere e anche per evitare di far diventare il vestito, una maglietta corta in vita. Quelle con le tende svolazzano come quando tira un forte vento e le folate fanno arrivare a metà stanza la stoffa rischiando di inciampare con i piedi a ogni boleo. 

Certo ogni donna vuole essere unica, bella, irresistibile e soprattutto invitata mettendo in pratica l’antico il proverbio: “ in guerra e in amore tutto è permesso”. Sicuramente qualche uomo si aggancia volentieri alla mantovana accontentandosi di fare la tenda ma non è forse più sfidante e soddisfacente essere invitate per la propria bravura piuttosto che per il solo abito? 

La seduzione è un’arte ed è il processo con cui una persona cerca di portare a sé un’altra. Nel tango questa parte appartiene alla mirada e al cabezeo che rappresentano il vero momento di seduzione sia dell’uomo sia della donna al solo scopo di ballare insieme mantenendo viva la magia del tango e le sue antiche tradizioni. A mio avviso un abito o una gonna con lo spacco completate da tacco alto sono molto più accattivanti quando il “vedo, non vedo” mantiene la suspense nei presenti. 

La gonna può anche essere decorata con frange o balze oppure essere asimmetria. Un corpetto scollato e aderente, con o senza maniche può completare l'abbigliamento della donna. Meritano un discorsino anche gli uomini che dovrebbero vestire con pantaloni neri e camicia bianca e ad ogni modo eleganti. Invece ci sono quelli che portano il “golfino” anche quando in sala battiamo i 40° sudandoci dentro per tutta la sera, costringendo le donne a una sauna gratuita e quelli che portano il tovagliolo da bidet attaccato ai pantaloni per asciugarsi le gocce di sudore tra un tango e l’altro. Mi pareva ci fossero i bagni nelle milongas... Si meglio chi si porta la camicia o la maglietta di ricambio per ovviare all’inconveniente perché l’igiene è parte integrante del codice nel tango. 

Essere puliti, freschi e con buon alito è fondamentale. L’exploit si ha quando arriva l’estate dove vedi nelle milongas gli uomini con i bermuda e le scarpe da tango corredate da calzini corti e allora rimani perplessa e pensi: ma perché?. Meno male che, nel bene o nel male, una tanda comprende un inizio e una fine… a parte quelli che ti invitano per più di una tanda a sera e ti ritrovi con dei “doppioni” che non puoi più nemmeno rivendere. 

Il nostro tango è una danza nata più di un secolo fa grazie all’incontro di varie etnie e diverse culture provenienti da tutto il mondo e la parola “Tango” era riferita ad un tipo di percussione usata dagli afro-americani intorno al 1820 e allora non rimaniamo fortemente ancorati al passato ma nemmeno allontaniamoci così tanto da stravolgere tutto quanto così come abbiamo fatto per un sacco di cose fino ad ora, perché la tradizione è l’insieme degli usi, dei costumi e dei valori collegati insieme che ogni generazione dopo aver appreso e conservato dalla precedente trasmette alle generazioni successive per custodire una specifica identità in questo caso tanghera… 

Balliamo il tango? Allora siamo tangheri e pertanto dovremmo stare dentro le regole dell’eleganza e della tradizione almeno per il rispetto di chi ci ha preceduto e ci ha regalato questo magnifico mondo.

Un abbraccio tanghero…

Maria Caruso

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