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domenica 25 settembre 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

La milonga delle lucciole

di Maria Caruso - giovedì 24 settembre 2015 ore 07:00

A fine agosto ad Anghiari, paese in provincia di Arezzo, (di 5.700 abitanti circa), nondimeno già noto per la battaglia di Anghiari, svoltasi nel 1440 tra i Fiorentini alleati della Santa Sede e i Milanesi conseguendone peraltro la vittoria, si svolge un particolare raduno milonguero per gli appassionati di tango che quest’anno è stato chiamato dell’Anghiarina, dedicato a Evangelista Martini, all’insegna della musica del ballo e del divertimento. 

Si tratta di un antico borgo ricco di chiese e altri edifici ecclesiastici di proprietà dei conti Galbino che decisero a quel tempo di edificarvi un castello divenendo una fortezza difficilmente espugnabile. Il raduno a differenza del festival o della maratona riunisce tangheri in uno stesso luogo per farli partecipare a eventi organizzati appositamente per loro ed è carinissimo arrivare tutti al punto di ritrovo riconoscendosi tra di noi dal marchio inconfondibile del portarsi dietro le scarpe di tango. 

Abbiamo ballato nel pomeriggio di sabato in pineta e nonostante il caldo afoso, i tangheri si sono allietati nel far muovere le gambe. Sul calar della sera i commercianti di Anghiari ci hanno inoltre deliziato con un ottimo apericena mentre la sera invece siamo andati a ballare nella splendida location sotto la bellissima galleria che si affaccia sulla piazza del paese. Tantissimi i tangheri doc arrivati da ogni parte dell’Italia e non solo (una tanghera arrivava perfino dall’Australia) si sono appunto radunati per conoscere e ammirare l’affascinante sobborgo ma anche per provare l’emozione di ballare con gente diversa dalla solita.

L’organizzatrice Ilaria, donna dinamica, determinata e simpaticissima ci ha condotto nella magia del tango curando ogni particolare arricchendo ogni avvenimento con allegria e gioia che ha trasmesso a tutti i ballerini senza distinzione di provenienza o origine. La milonga serale del sabato è stata da lei battezzata come “Milonga delle lucciole”. Ci ha spiegato Ilaria, che Evangelista Martini in arte per tutti l’Anghiarina era una bella ragazza di origini modeste, sprovveduta e povera in canna, che partì dal paese intorno alla metà dell’ottocento per andare a Roma post-unitaria a far fortuna. 

Aveva uno spirito indipendente sostenuto da una viva intelligenza capace di destreggiarsi tra le restrittive leggi dello stato della Chiesa e di saper trarre vantaggio dalla cessione dei suoi stabilimenti per motivi di estetica morale e di guadagnare anche sulle conseguenze politico economiche della Breccia di Porta Pia e della creazione di Roma capitale. Ma ha poi veramente fatto fortuna? I contadini di allora dicevano: “Guadagnò il pane con le cosce!”. Divenne ricca anche con le cosce di tante altre diventando manager di due case di tolleranza una addirittura in via della Conciliazione a due passi da San Pietro ricevendo addirittura dal Papa per una notte, la macchina per stampare i soldi pur di farle smantellare l’affare. 

Una volta tornata a casa questa donna padrona del proprio destino, straordinariamente in gamba (secondo me sarebbe stata anche un’ottima ballerina di tango) in età matura divenne benefattrice ad altissimo livello vivendo in una magnifica villa sul colle Paradiso a Sansepolcro quella che adesso è nota come casa Buitoni. Costruì un importante palazzo sulla Via Nova (palazzo Martini) e donò generosamente e senza limiti per opere buone come ad esempio all’ospedale per i disabili e ai malati cronici. 

In occasione della serata e in onore di questa gran donna, le ballerine in sala hanno ricevuto in dono un braccialetto fluorescente multicolore. Le luci a quel punto sono state sapientemente abbassate finché l’ambiente non è divenuto soffuso e oscurato rimanendo illuminato soltanto dal bagliore emanato dai braccialetti indosso alle donne in pista da sembrare verosimilmente a tante lucciole per la strada… 

Armonia e magia per incontrare e condividere passione, gusto ed eleganza con l’affascinante mondo del Tango dove tutto ha un senso e dove tutto può essere assimilato alla vita di tutti i giorni. Mescolanza di arte, storia e cultura per creare con i movimenti tangheri della semplice camminata alle figure più articolate, un misto di confusione armonica, pur mantenendo la propria specificità. La donna tanghera civettuola (come del resto fa l’insetto nel periodo dell’accoppiamento emettendo intermittenti segnali luminosi) seduce con la mirada il ballerino che percorre la strada fra gli altri pur di averla, non è in uso farlo anche dalle lucciole della strada? Le metafore della vita ci permettono di confrontare l’universo tanghero sia con il regno animale sia con il pregiudizio di genere femminile ma sempre con ironia e senza cattiveria. 

Esperienza da ripetere e da raccomandare. Grazie Ilaria, grazie Anghiari, grazie Evengelista Martini.

Maria Caruso

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