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sabato 16 dicembre 2017

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

La macchina tanghera

di Maria Caruso - domenica 19 giugno 2016 ore 12:56

Come s’impara a guidare la macchina tanghera? Innanzitutto ci s’iscrive a una scuola di tango e si pratica con i maestri di tango. Loro ci spiegheranno le regole cioè i codici e i primi passi affinché con il “foglio rosa” possiamo partecipare alle milongas. Non esiste un obbligo sul numero delle lezioni da eseguire ma certo è che più ne fai meglio è. 

Le lezioni con i maestri generalmente non sono sufficienti per acquisire manualità e confidenza pertanto le milongas dove si pratica il tango sono ideali per i principianti ai primi approcci. Se abbiamo la fortuna di conoscere qualcuno che è già inserito nell’ambiente o facciamo amicizia con i colleghi principianti, è più facile esercitarsi insieme. Il principiante non è contrassegnato con la scritta “P” nelle milongas poiché si riconosce immediatamente appena varca la soglia della pista. I primi passi e le prime cose da imparare ad ogni buon conto sono:

  • Regolazione del sedile e cioè postura appena si entra in contatto con la ballerina/o.
  • Regolare gli specchietti prima di partire a ballare stando attenti a chi si ha davanti per evitare scontri o frenate brusche.
  • Mettere la cintura di sicurezza e quindi respirare e mantenere l’equilibrio.
  • Le spie luminose sul volto del partner si devono controllare sentendole prima di partire ed eventualmente togliere il freno a mano che vuol dire accertarsi che anche la ballerina sia pronta.
  • Impostare l’abbraccio e senza usare le frecce direzionale fare i cambi di peso in maniera decisa e senza indugi.
  • Evitare di staccare la frizione troppo velocemente per rendere il movimento fluido e continuo.
  • Non partire in quarta ma in prima il che vuol dire aspettare il tempo musicale corretto per farlo.
  • Cambio marcia e direzione deve essere adeguato alla melodia del momento.
  • Rallentare, accelerare, girare, fare retromarcia compierli con la massima attenzione nel rispetto della ronda.
  • Frenare dolcemente perché gli scossoni sono fastidiosi.
  • Quando finisce il brano aspettate veramente il finale perché la donna ha l’impressione di essere scaricata come quando vi girate dall’altra parte dopo aver finito la prestazione sessuale di qualunque genere sia stata.

Quando andate per la prima volta in milonga affrontate i primi passi con calma, rilassatezza e soprattutto senza la fretta di bruciare le tappe. E’ normale sentirsi in difficoltà agli inizi quindi state sereni e non fatevi prendere dall’ansia da prestazione. 

Ballare in se non è difficile ma per imparare ci vuole tempo. Ripetere più volte gli esercizi e gli stessi gesti serve a farli diventare automatici fino a quando tutto non sarà naturale e fluido. Più si balla e meglio. Riuscendo a tenere sotto controllo la ronda, il traffico milonguero alla presenza di altri tangheri, dove non esistono semafori e i cambi di direzione che si effettuano senza usare le frecce, è possibile cominciare a divertirsi. Infine con la pratica s’impara a reagire prontamente a situazioni impreviste se la ballerina di turno sbaglia o se la marca non è stata data in modo corretto.

Attenzione alle cattive abitudini difficili poi da togliere. Tra queste possiamo annoverare:

  • L’abbraccio scorretto. Orribile vedere le donne appese agli attaccapanni maschili e la mano dell’uomo dietro la schiena della donna come se fosse colpita da artrite reumatoide acuta.
  • Non fermarsi alla presenza di altre coppie ma cominciare a fare la gincana e i sorpassi a destra e a sinistra. Se proprio volete stare in doppia fila, cercate comunque il centro della pista.
  • Se pensate di fare un passo indietro per favore accertatevi che non ci sia nessuno, così come quando volete far fare alla donna un mega boleo.

E’ vero che alla fine nessuno ha la patente tanghera di carta ma sicuramente un feedback tornerà indietro man mano che passa il tempo. Se la cartina tornasole vira al rosso, vuol dire che siamo ancora acidi, poco richiesti nell’invito e pertanto non va bene. 

Cerchiamo invece di far diventare la nostra chimica blu come la bandiera assegnata alle acque dei nostri mari quale riconoscimento conferito dalla FEE (Fondation for Environmental Education) che indica che in quel mare possiamo stare tranquilli e sguazzare nelle note delle musiche tanghere con gioia e leggerezza. 

Ovvio che anche qui troviamo le diverse categorie di patenti alle quali siamo arrivati. Se consideriamo che partiamo dall’A, l’auspicio è pertanto quello, di ottenere la patente di guida in categoria “D” per ballare con tangheri bravissimi di tutto il mondo.

Maria Caruso

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