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giovedì 28 luglio 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

Il tanghero geloso

di Maria Caruso - giovedì 17 settembre 2015 ore 06:00

La gelosia è un sentimento generato dall’idea che si potrebbe perdere da un momento all’altro la cosa più cara che si possiede e il Tango Argentino ben si presta a generare tal emozione. Anche il comportamento della persona gelosa è ben identificabile durante le serate in milonga. Chi sperimenta la gelosia compie gesti spesso mascherati ma sempre sulla scia di un’emotività che spesso tende a far percepire al mal capito la perdita di ciò che si ritiene proprio, ineluttabilmente di nessun altro. 

Se consideriamo che chi soffre di gelosia manifesta tale sentire anche in assenza di qualunque evento reale, di qualunque circostanza che possa giustificare un vissuto del genere, è facile capire cosa succede quando egli/lei vede il proprio/a compagno/a avvinghiato/a in un abbraccio anche innocentemente tanghero. Per comodità parlerò al maschile ma i gesti possono essere comuni nei due sessi. 

Appena arrivati in milonga il geloso, si auspica di sedersi accanto e giammai dietro la propria compagna poiché il senso di abbandono e di tristezza si stampa immediatamente sul suo viso per la paura irrazionale di essere abbandonato. Ad ogni modo quando si accaparra il posto vicino alla propria donna, tende a toccare la compagna o a metterle un braccio sulle spalle o meglio tiene il braccio davanti alla compagna con l’idea di accarezzarle un ginocchio ma in realtà sta marcando il territorio. E’ naturale che si prenoti per la prima tanda e per l’ultima compresa la Cumparsita o per la tanda che suona un brano particolare oppure il vals o la milonga secondo i gusti, ma questo non allevia la sua sofferenza. 

Osserva costantemente il comportamento della compagna e soprattutto se sta mirando qualcuno in particolare e con una punta d’invidia sminuisce la bravura dei ballerini rivali. Dentro di sé una vocina però gli sussurra: “Tu non sei tanto capace… non sei bravo… vedi lei preferisce ballare con gli altri… ecc”, consumandosi nel dolore. Aspetta (o meglio spera che la sua donna non sia invitata) ad alzarsi per andare a ballare, ma se per caso la donna è invitata dopo averla osservata per un po’ colto da morsi allo stomaco di gelosia, specie se si accorge che sta ballando con uno bravo, si alza indispettito e va a consolarsi invitando a sua volta qualche ballerina scelta tra le più sexy, belle o giovani, per far ingelosire la compagna del tutto ignara di tutto ciò. 

Di ritorno chiede con nonchalance: “Com’era?”. E la compagna dopo aver detto come si era trovata, quando chiede a sua volta: “Tu come ti sei trovato?”. Si sente rispondere dal suo lui con enfasi: “Bravissima.”, anche se ha appena ballato con un catorcio che non ha nemmeno mai preso in vita sua una lezione di tango. Ha un sistema radar perfettamente funzionante: si guarda sempre intorno per captare se qualcuno si sta avvicinando con fare sospetto (con l’idea di invitare la sua compagna) e a quel punto, quando intuisce l’intenzione del ballerino, con un sorriso candido le chiede, con un tempismo da formula uno: “Balliamo questa tanda?”, con il disappunto della donna che vede sprecare una sua faticosa mirada andata finalmente a segno e perso un’occasione. 

Alle volte in particolari eventi, quando cioè sei fuori zona per cui sarà difficile rincontrare i/le soliti/e ballerini/e si può creare un feeling particolare nel ballare con uno/a ballerino/a nuovo e s’invita pertanto per più di una tanda (si sa che la cosa avviene raramente poiché la concorrenza è infinita), allora il geloso non si da pace e manifesta la sua gelosia non più limitandosi a semplici comportamenti ma a parole: “Non avevi detto che non s’invita per più di una tanda?” con ironia. Se poi rimani in pista durante la cortina per continuare la tanda successiva, il mea culpa durante il tragitto di ritorno è d’obbligo nella speranza di ottenere il perdono dal proprio compagno che manda sguardi saettanti di puro fuoco. 

La maggior parte dei tangheri gelosi riesce a contenere questo sentimento quando capisce che nel Tango non ci sono garanzie perché l’altro/a non ci appartiene. Occorre soprattutto abbandonare convinzioni sbagliate e capire il proprio valore, non solo nel tango ma nella vita, concentrandosi di più sulla propria persona e meno sul partner. Vuol dire smettere di fare inutili confronti con gli altri e non guardare se le proprie capacità sono inferiori superiori rispetto al proprio compagno/a o alle altre persone ma solo rispetto di sé. 

Utile potrebbe essere domandarsi: sto migliorando le mie capacità? Sto sfruttando nel modo giusto il mio potenziale? Il confronto con se stessi vuol dire trovare la chiave per sentirsi migliori ma soprattutto induce a migliorare realmente, effetto secondario non di poco conto.

Maria Caruso

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