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venerdì 26 agosto 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

Il tango e le storie d'amore

di Maria Caruso - mercoledì 31 dicembre 2014 ore 09:26

Gerardo è un mio vecchio amico tanghero. E’ un ballerino con tanti anni di esperienza, energico e simpatico, considerato il beniamino di tutte le tanghere giovani e vecchie. Lui fa ballare tutte indistintamente e, da quando arriva a quando va via dalle milonghe, non si ferma un attimo.

E’ solo da tanto tempo e non ha mai trovato una vera compagna, tanto meno nel tango. Qualche volta si confida con me raccontandomi delle sue vicissitudini tra le note dolci di una melodia ma niente di più. E’ solo un attimo di nostalgia poiché riparte con il suo passo felpato a dimenticare un presente che tanto bello al momento, non è.

Alla fine arriva l’amore insieme alla donna che lo rende felice. Niente di più bello che intrecciare ganci e bolei con la compagna se lei quando balla, respira con lui e insieme a lui.

La felicità gli si legge negli occhi. Entrambi pieni di vita, nulla turba il loro idillio. Ogni volta che mi abbraccia per salutarmi mi trasmette la sua gioia.

Lei si chiama Vera, mora di capelli portati sulle spalle; donna dinamica piccolina di statura tutta pepe e nel muovere sembra dire a tutti: sono viva!

Sono innamorati e il temporale non accenna a cessare sulle loro teste fino al giorno in cui Vera si deve operare per una banale appendicite.

Ahimè giorni di fermo per aspettare un domani da riprendere a pieno ritmo ma le cose non vanno così.

Diagnosi infausta per un futuro da finire presto e nel giorno più triste per chi ama, la nostra amica Vera muore lasciando nello sconforto il mio amico Gerardo.

Dopo i primi giorni di rabbia e frustrazione per quanto è successo, il tango aiuta il nostro tanghero a sconfiggere il dolore provato e sul confine dell’infinito sente forte il cuore quando una melodia già vissuta con Vera inonda la sala, anche se tra le braccia ha soltanto una donna invitata per una semplice tanda.

Si piange un mancato ipotetico futuro sommessamente come può fare chi attraverso l’abbraccio del tango sublima la presenza dell’amore anche se in quel momento è solo nella fantasia e nella mente di chi lo prova.

La magia del tango è anche questa: da la forza a tutti per superare delusioni, sofferenze e tristezza poichè accompagna il nostro sentire amplificandolo fino a renderlo lieve e leggero come le nuvole in cielo. Ci cambia per farci ricominciare e per non farci morire attraverso il soffio delle note spazzando via i sentimenti negativi e lasciando il posto alla speranza e al cambiamento nel prossimo futuro.

Maria Caruso

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