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martedì 31 maggio 2016

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga.

I preparativi per la milonga

di Maria Caruso - martedì 08 marzo 2016 ore 22:55

I tangheri vanno a scuola e pertanto si addestrano, s’istruiscono al fine di andare a ballare. Gli organizzatori di milongas dal canto loro allestiscono, organizzano, predispongono, ordinano anticipatamente l’evento affinché tutto sia puntualmente pronto per la serata. Oggi si va dunque a ballare. 

E’ un giorno feriale ma si sa che questo non ferma nessun tanghero sia esso donna o uomo. Ci sono però delle sostanziali differenze di genere. La donna rientra generalmente a casa a pomeriggio inoltrato e prima di godersi la serata deve: stendere una lavatrice fatta la mattina e rifarne un’altra per avere la biancheria sempre pronta, cucinare per marito/compagno ed eventuali figli (poche sono le fortunate in tal senso) e dopo cena per quelle più pignole lavare le stoviglie usate. 

L’uomo sia single sia ammogliato appena rientra in casa, accende la televisione per guardare la partita di pallone o i risultati della squadra del cuore, da un’occhiata al frigo o annusa tra i fornelli, beve qualcosa nell’attesa della cena magari leggendo il giornale e aspetta d’esser chiamato per sedersi a tavola. Intanto si riposa sul divano. 

La donna “deve” raccontare a qualcuno com’è andata la sua giornata e come organizzare l’uscita, oppure ha bisogno di parlare al telefono con le amiche per accordarsi sul dopo, mentre l’uomo usa solo due o tre parole al massimo, per rispondere: sì, no o a che ora si parte? In attesa della moglie o della compagna (che nel frattempo sbircia un telefilm romantico o una puntata della sua telenovela preferita) la segue con lo sguardo mentre si muove tra un andare in bagno e una stiratina al vestito da mettere per quella sera e si addormenta sul divano come un angioletto. 

La donna quindi deve tenerlo sveglio poiché rischia di rimanere a casa se capitasse di farlo appisolare troppo. A tavola lui mangia di gusto la cena chiedendo anche il contorno mentre la donna si consuma nella dieta per infilarsi l’ultimo vestito acquistato poiché vuole metterlo subito. A quel punto la moglie dice di partire per le nove e mezzo (visto il giorno infrasettimanale, non vanno tanto lontano) ma ciò non smuove l’uomo di un passo poiché aspetta fino alle nove e venticinque per alzarsi e vestirsi. 

La donna invece comincia fin da subito i suoi preparativi cioè intorno alle sei. Si da la crema al viso e va girare le patate nel forno. Si da lo smalto alle unghie e comincia ad apparecchiare la tavola. Guarda nell’armadio per scegliere il vestito (che non prende subito così da poterne mettere un altro se per caso nel frattempo dovesse cambiare idea) e comincia a cenare, rimuginando sulla scelta. Mangiato il pasto, s’immerge nell’operazione restauro (trucco) pensando ininterrottamente a quale abito mettere sbirciando da sotto il rimmel, il marito che batte i piedi e comincia a diventare impaziente. 

Se la milonga è di sabato o di domenica allora cambia tutto ma solo nell’uomo perché per la donna tutto rimane invariato anzi, si aggiungono la spesa al supermercato e le pulizie di casa. Quando invece si decide di partire per un week and, una vacanza tango oppure un evento particolare della durata di due o più giorni il discorso si complica per i bagagli e per i cambi d’abito da mettere in valigia. Il “baule” della donna è doppio rispetto a quello dell’uomo poiché il maschio furbamente sfrutta tutto quello che trasporta lei. Meritano un discorso a parte i cambi da portare poiché si balla per più giorni di seguito. 

Il conteggio mentale della donna: un cambio per il pomeriggio (meglio due perché non si sa mai) e le scarpe rigorosamente abbinate al vestito. Portarsi anche le scarpe da pratica è fondamentale per dare ristoro ai piedi se ci si stanca. Un look nuovo per ogni serata è d’obbligo e il vestito più bello s’indossa per la serata del sabato. Tutte le scarpe di tango possedute devono venire insieme con noi (si potrebbero rompere, potrei starci male con quelle nuove, non tutti i colori vanno bene, ecc.). 

Il conteggio mentale dell’uomo invece: un cambio per ogni sera e tante magliette da cambiare quando si è sudati, la tuta per il pomeriggio e due paia di scarpe da tango al massimo. Si pregano i nostri organizzatori di serate di non sbizzarrirsi troppo con le trovate creative e innovative come le serate a tema o le feste comandate (Halloween, Natale, Carnevale, San Valentino ecc.) perché alle donne viene uno scompenso, anche se sono felici di stare al gioco e all’uomo invece capita spesso di sbuffare facendosi solo trascinare con riluttanza. 

Vorrei precisare che esistono delle eccezioni e i ruoli (maschi/ femmine) possono invertirsi. La vita tanghera, infatti, riflette il carattere della persona sia esso maschio o femmina anche se, per struttura cerebrale entrambi sono diversi e pertanto i comportamenti sono, infatti, differenti. Nelle sale, infatti, possiamo osservare diverse tipologie caratteriali: donne o uomini poco curati oppure altri con un aspetto e una forma impeccabili. 

Unico neo indipendente dal modo di vestirsi è quello del cattivo odore emanato dalle persone (qualcuno arriva già così) specie alla fine della serata. Lavarsi è meglio che profumarsi e cambiarsi è meglio di stare in giacca e cravatta per evitare di fare il bagno alla ballerina durante una tanda specie se di milonga. 

Ad ogni modo andiamo a ballare!

Maria Caruso

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