QUI quotidiano online. Registrazione Tribunale di Firenze n. 5935 del 27.09.2013
PONTEDERA
Oggi 13°25° 
Domani 15°27° 
Un anno fa? Clicca qui
Qui News valdera, Cronaca, Sport, Notizie Locali valdera
giovedì 01 settembre 2016

MUSICA E DINTORNI — il Blog di Fausto Pirìto

Fausto Pirìto

FAUSTO PIRITO - Sulle strade del Pop (e non solo) con l'ex caporedattore di Tutto Musica & Spettacolo, direttore artistico del contest Rock Targato Italia, garante del festival della contaminazione BresciaMusicArt, ideatore e curatore del Tributo ad Augusto Daolio, autore dei libri “In viaggio con I Nomadi” e “Vasco in concerto”

Burns & Braido: 2 chitarre per il "Blasco"

di Fausto Pirìto - martedì 09 dicembre 2014 ore 12:33

A Vasco Rossi mi lega un'amicizia antica, che risale ai primi Anni '80 e che ultimamente si è andata un po' perdendo... Colpa mia... colpa sua... non lo so... Sta di fatto che, da quando sono tornato a vivere in Toscana, un paio di volte ho avuto modo di riparlare di lui, dei vecchi tempi, insieme con due suoi chitarristi storici che si sono esibiti al Blitz di Vicopisano (Pisa). Il Blitz solitamente ospita cover band ma sempre più spesso regala “perle” di musica come è successo con i concerti di Steff Burns (il 19 novembre scorso) e Andrea Braido (il 4 ottobre 2013).

Con Stef Burns (nella foto), uno dei chitarristi più accreditati sulla scena internazionale, ho fatto amicizia solo di recente (si fa per dire...), esattamente nel 2010, quando lui accettò di rilasciarmi un'intervista per il libro “Vasco in concerto”, che ho scritto a quattro mani con Paolo Giovanazzi. Stef, com'è nel suo stile, si dimostrò subito un gran signore: gentile, disponibile, divertente... 

Nel 1993 viveva ancora in California. Un giorno lo chiamò un amico per dirgli che un produttore italiano, un certo Guido Elmi, voleva parlargli. Elmi lo aveva sentito suonare in “Hey Stoopid”, l’album di Alice Cooper del 1991. Questo disco era pieno di chitarristi leggendari come Steve Vai, Joe Satriani e Slash... e di guest star, da Nikki Sixx a Ozzy Osbourne. Lui, invece, non era ancora tanto conosciuto ma faceva parte della band che accompagnava tutti i pezzi. Elmi, insieme con Vasco Rossi, era a Los Angeles dove stavano ultimando le registrazioni de “Gli spari sopra”. L’amico che lo aveva chiamato era un fonico e lavorava con loro. Guido era rimasto colpito dal modo di suonare di Stef e questo fonico gli disse che poteva metterli in contatto. Stef non aveva mai sentito parlare di Elmi e di Rossi... della musica italiana conosceva solo Pavarotti e Zucchero, ma l’invito lo incuriosì... Ad aspettarlo c’era solo Guido, che gli fece sentire un po’ di brani del nuovo album. Stef rimasi stupito: “Questo Vasco fa proprio un bel rock”, pensò. Fu una vera, bella sorpresa, così si ritrovò a suonare in alcuni pezzi come “Delusa”, “Occhi blu” e qualcosina qua e là. Ma con Vasco non ci furono incontri diretti. Tutto sembrava finito lì. Nella primavera del 1995, invece, quando ormai Stef non pensava più a Vasco, gli arrivò l’invito per venire in Italia a suonare in un concerto importante a Milano, a San Siro, per la tournée di “Rock sotto l'assedio”. Da allora, Stef lavora con Vasco, si è trasferito nel nostro Paese e si è anche sposato (con la showgirl Maddalena Corvaglia: a officiare il matrimonio è stato proprio Vasco Rossi!). Stef non ha però abbandonato la carriera solista e dal 1998 a oggi ha pubblicato 5 album con la Stef Burns League, tra cui il recente “Roots & Wings” (2014, vedi Fotogallery e Videogallery). Quando ha suonato al Blitz, i circa 150 fortunati presenti (e tra questi c'ero anche io) hanno potuto godere di un concerto energico, lontano dalle performance pur esaltanti con il “Blasco”. Uno show fatti di blues e di puro rock'n'roll! Nel corso della mia intervista per il libro, Stef mi confessò: “Ormai faccio parte della famiglia di Vasco, per lui ho lasciato il mio Paese e i miei affetti... Negli ultimi anni però, durante i tour, a parte le prove e gli spettacoli non stiamo tanto insieme. Io invece vorrei parlare un po’ di più con lui. Della nostra musica, della mia vita, di noi...”. Come dire: Vasco! Se ci sei, batti un colpo!


Andrea Braido (vedi Fotogallery) l'ho conosciuto nel 1992, quando realizzai un servizio per “Tutto Musica” in occasione dell'uscita del suo primo album solista, “Eleonor”. Questo cd mi impressionò, soprattutto per il virtuosismo che Braido esprime nel suonare tutte le chitarre, il basso e anche la batteria. 

Nato a Pergine Valsugana, in Trentino, quando era bambino Andrea frequentava la biblioteca comunale che aveva una sezione tutta dedicata ai dischi. Lui andava lì, leggeva libri di astronomia e ascoltava i Colosseum e Jimi Hendrix. Aveva appena 10 anni quando entrò in una band di ragazzi più grandi. Il chitarrista gli parlava sempre di Woodstock e della chitarra e ogni tanto gli faceva strimpellare la sua. Un giorno, la sorella regalò ad Andrea una Eko e lui cominciò a “studiarla”. A 13 anni la padroneggiava, a 17 la suonava di brutto: Deep Purple, Chicago, Hendrix, Mahavishnu Orchestra, Al Di Meola, Chick Corea, Frank Zappa... Dopo il Conservatorio e il servizio militare, vinse una borsa di studio per uno stage a Boston e poi di lì andò a New York dove fece esperienze incredibili. A un certo punto si disse:“Se davvero sono bravo, devo dimostrarlo nel mio Paese”, e tornò in Italia. Entrò nel giro jazz di Verona e Venezia, poi si trasferì a Genova. Da lì il suo nome rimbalzò a Milano e fece una prima tournée con Patty Pravo. In seguito, venne chiamato da Francesco Baccini. Nel 1988 fu ingaggiato per un altro tour con Patty, ma saltò tutto perché il produttore la mollò. Per Andrea fu un dramma. Da lì a pochi mesi sarebbe nata la figlia Francesca e aveva bisogno di lavorare... Registrò delle basi e andò a suonare da “one man band” nel locale di un amico in Trentino. Una sera, in quel pub entrò un tipo che in bolognese strascicato gli chiese:“Ma te stai suonando ‘davero’? Va’ che sei una bèstia... Quando hai finito vieni al mio tavolo che parliamo”. Era “Cucchia”, Andrea Innesto, il sassofonista di Vasco. A quei tempi, Braido sapeva poco o nulla del “Blasco”. Della musica italiana gli piacevano Battisti e soprattutto gli Area. Innesto gli disse:“Ti andrebbe di suonare con Vasco? Guarda che è una rockstar”. Si scambiarono il numero di telefono e alla fine dell’88 Braido entrò nella band al posto di Maurizio Solieri. Da quel momento, la sua carriera decollò e dopo l'esperienza con il Rossi (che si concluse nel 1993 per un malinteso) lo ritroviamo al fianco di gente come Celentano, Antonella Ruggiero, Jannacci, Branduardi, Laura Pausini, Zucchero, Ramazzotti, Raf, Paola Turci... Tra i suoi album solisti, mi piace ricordare: “Braido Plays Hendrix” (2008), “Latin Braidus” (2009), “Andrea Braido Jazz Trio” (2011) e “Dai Beatles a Jobim” (anche questo del 2011). 


Anche stavolta, per lasciarci, ecco un paio di dritte per situazioni da non perdere.
A Lucca, domenica 14 dicembre dalle ore 10 alle 19, si svolgerà la 3.a edizione della Mostra Mercato del disco cd e dvd: un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati. Ci saranno espositori da tutta Italia per tutti i gusti: dal blues al jazz, dal rock prog al punk, dal metal all'hard rock, dai cantautori italiani alla classica e alla lirica.
Al S.O.M.S. di Palaia, sabato 13 dicembre dalle ore 22, concerto rock, funk & reggae della band pisana Zio Vania. Per approfondimenti, cliccate sulla locandina che trovate nella home page di Qui News Valdera oppure leggete l'articolo nella Sezione Spettacoli.

Buona Musica a tutti!

Fausto Pirìto

Stef Burnes League: Live at Area51
Andrea Braido @ CPM

Articoli dal Blog “Musica e dintorni” di Fausto Pirìto