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martedì 12 dicembre 2017

MUSICA E DINTORNI — il Blog di Fausto Pirìto

Fausto Pirìto

FAUSTO PIRITO - Sulle strade del Pop (e non solo) con l'ex caporedattore di Tutto Musica & Spettacolo, già direttore artistico del contest Rock Targato Italia e garante del Festival della contaminazione BresciaMusicArt, ideatore e curatore del Tributo ad Augusto Daolio e del contest Soms Experience, autore dei libri “In viaggio con I Nomadi” e “Vasco in concerto”

Se la mente va in trincea, esplodono le canzoni !

di Fausto Pirìto - venerdì 24 marzo 2017 ore 16:29

I fiorentini Stolen Apple

Ho ricevuto la segnalazione di un bel cd, dal titolo Trenches (trincee), della band fiorentina Stolen Apple. Lo sto ascoltando con “goduria”, anche perché questi suoni mi rimandano piacevolmente indietro nel tempo, a quel “progressive orientaleggiante” da me tanto amato, che però qui si veste di “alternative & indie-rock”.

A dire il vero, l'uscita dell'album non è recentissima, risale infatti al settembre 2016. Questo lavoro, però, è in pratica il vero esordio discografico del gruppo, di cui fanno parte: Riccardo Dugini (voce e chitarre), Luca Petrarchi (voce, chitarre, mellotron, organo e synth), Massimiliano Zatini (voce, basso e armonica) e Alessandro Pagani (voce, batteria, piano e percussioni).
«La band», si legge nelle note biografiche, «è in attività dal 2008 ed è nata dalle ceneri dei Nest, autori di due lavori pubblicati rispettivamente per Urtovox/Audioglobe (Drifting, 2001) e Zahr Records/Blackcandy - Audioglobe (Isnt’ it?, 2007). Del nucleo originario restano due membri fondatori, ovvero Dugini e Petrarchi; a completare l’organico: Zatini (già aggregato ai Nest come percussionista in alcuni esperimenti acustici e qui al basso) e Pagani (già batterista dei Subterraneans e una delle menti di Valvola/Shado Records), presente nella formazione per un periodo a metà degli Anni ’90 quando il gruppo era denominato Malastrana. Il nome del gruppo, Stolen Apple, è stato ispirato dalla storia di Ernst Lossa, bambino “jenisch” (nomadi svizzeri; nda) ucciso nel 1944 dai nazisti nell’ambito del loro programma di sterminio degli individui non autosufficienti, narrata fra gli altri da Marco Paolini nel suo spettacoloAusmerzen».
12 le tracce del disco, «intrise di sonorità eterogenee e significati ambivalenti, che raccontano esperienze vissute dentro e fuori la musica in un caleidoscopio di suoni grezzi e parole piene di intimità. Dugini, Petrarchi, Zatini e Pagani hanno voluto trasporre nel modo più naturale il loro suono 'live', alternando in chiave attuale stili personali e originalità, pur tenendo sempre in mente l'immenso patrimonio artistico lasciato dai grandi del passato e miscelando rock alternativo di varie scuole (soprattutto americano Anni '90), country desertico, psycho-punk, shoegaze, paisley underground, pop-noise, ballate acide e sonorità alt-country...».

«Questo album», dicono gli Stolen Apple, «è un libro aperto di ricordi, di storie condivise e di avventure: i dodici brani sono il risultato di un lavoro collettivo e ogni canzone è espressione dello spirito indipendente della nostra band».

Trenches ha già ricevuto una marea di ottime recensioni critiche. Ecco qualche estratto illuminante:
* "Un disco solido" - GIANLUCA RUNZA (Rumore)

* "Un disco concepito alla vecchia maniera, in aperta controtendenza con le derive elettroniche dell'indie nostrano, dotato di una produzione asciutta, da presa diretta. Belle storie di altri tempi" - DIEGO PALAZZO (Blow Up)

* "Brani energici, che non dimenticano l'importanza della melodia" - ROBERTO PECIOLA (Il Manifesto)

* "Coordinate psichedeliche e shoegaze, saporiti intrecci di chitarra che toccano i Loop, i Primal Scream dei primi lavori, Swervedriver e scavano fino ai Television di “Marquee Moon” e a certe esperienze del Paisley Underground. Nonostante i riferimenti palesi, il risultato finale è originale, personale e raramente praticato in Italia. Ottimo" - ANTONIO BACCIOCCHI (Radiocoop)

* "Il debutto discografico degli Stolen Apple si muove sulle insicurezze e la precarietà quotidiana senza scivolare mai, ma gridando con forza, urgenza, necessità quanto la fragilità oggi debba essere rispettata, se non addirittura preservata" - FULVIO PALOSCIA (la Repubblica)

* "Un lavoro che risplende di una seducente ingenuità, proprio quella da eterni ragazzi che guardano sempre il sole tramontare e si portano ovunque la chitarra" - MATTIA NESTO (Rockit)

* “Un disco eterogeneo ed energico, da viaggio in macchina e vento tra i capelli...” - ELISA ENRILE (FareMusic.it)

Che dire di più? Buona Musica a tutti!

Fausto Pirìto

FALLING GRACE by STOLEN APPLE

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