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RACCOLTE & PAESAGGI — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI vive e lavora in Valdera. Ama scrivere e dipingere e si definisce così: “Non sono un poeta, ma solo uno che scrive poesie. Non sono nemmeno uno scrittore, ma solo uno che scrive”.

Il compleanno e il tempo

di Marco Celati - venerdì 13 novembre 2015 ore 00:00

Che peccato sprecare la vita. La gioventù si apprezza da vecchi e la vita alla fine. Canta un grillo notturno. É notte inoltrata, come questa stagione autunnale, se ancora le stagioni valgono qualcosa in questo tempo mutevole con il meteo impazzito. Colpa nostra, di come viviamo e consumiamo l’aria, l’acqua e la terra, di come pratichiamo il progresso senza giustizia e rispetto per il mondo. Sono diventato vecchio, alla fine è successo, eppure non avrei nessuna intenzione di decrescere, più o meno felicemente. Mi piacerebbe, anzi, il contrario: che il futuro portasse tutti avanti, specie quelli rimasti più indietro e che lo frequentassimo, il futuro. Magari felici, magari non così.

Novembre è il tuo mese di nascita e in un mese compi un anno. Sei sempre stata una donna veloce. Scorpione secondo gli astrologi: un carattere risoluto niente male. Anche se penso, come Margherita Hack, che l’astronomia è una scienza e l’astrologia una bischerata. Però c’è chi giura che è vero, che le congiunzioni astrali ci influenzano e determinano non chi siamo, ma come siamo. Del resto se la luna regola le maree degli oceani, calendarizza i raccolti per contadini e frati indovini e tira su perfino i pioppini dai tronchi del mio zio Luciano, vorrà dire qualcosa. Una ragione pure ci sarà per avere la luna di traverso: è un detto, una condizione di vita. Comunque agli astri non credo e, anzi, le stelle che ancora vediamo brillare potrebbero già essere da milioni di anni esplose od implose e non essere più luce e materia come noi le conosciamo, potrebbero essere morte, per quello che morte definiamo. E questo è struggente.

Nell’universo esiste l’antimateria e se materia e antimateria si incontrano, si annichiliscono, dicono gli scienziati. Ma la materia prevale perché forse la vita, o ciò che definiamo per vita, vuole avere la meglio, o comunque l’ha avuta e l’ha per qualche ragione scientifica. E così noi siamo. Esistono lo spazio, le stelle e i pianeti e anche noi. Ma noi conosciamo ancora poco dell’universo, solo il 10% è materia simile alla nostra; il resto è massa di cui supponiamo l’esistenza e non sappiamo dove sia: è materia oscura, massa senza energia, senza luce, che però la luce devia. Perciò ce ne accorgiamo.

È strano il tempo che passa in rapporto allo spazio e alla velocità. Il greco Zenone formulò un paradosso per cui il prode Achille, il pie’ veloce, non avrebbe mai raggiunto la lenta tartaruga che si trovava davanti a lui, perché per quanto spazio avesse percorso Achille, nel frattempo la tartaruga ne avrebbe percorso altro avanti a sé e, essendo lo spazio diviso da infiniti spazi, Achille sarebbe restato sempre un po’ indietro e la tartaruga un po’ avanti: anche di un infinitesimo, ma avanti. Una tartaruga Ninja!

Borges ha raccontato in tempi moderni il paradosso. Aristotele ci credeva, ma se la cavò alla grande teorizzando che tempo e spazio sono divisibili all’infinito in potenza, nella considerazione mentale, ma non lo sono in atto, in concreto. E quindi, in pratica, una distanza è finita e può essere percorsa. Diogene di Sinope, invece, confutò la teoria introducendo una dimostrazione fisica ed empirica: a grandi passi raggiunse e superò una tartaruga. Ed era un filosofo e non Achille, il semidio, l’implacabile uccisore di Ettore, il troiano a cui è sempre andata la mia simpatia e la mia solidarietà di studente liceale. Ex studente da un secolo ormai, il quale, per quanto lo riguarda, spera solo, fra tutti quei congiuntivi e condizionali della descrizione del paradosso, di aver rispettato almeno la consecutio temporum. Per l’appunto.

Il tempo è relativo secondo Einstein, come tutto in generale. E due gemelli saranno uno un po’ più vecchio dell’altro se andranno a vivere uno al polo e l’altro all’equatore. E se uno viaggerà nello spazio vicino alla velocità della luce, per effetto della compressione o della dilatazione della curvatura dello spaziotempo, al ritorno l’astronauta sarà rimasto più giovane del fratello terragno. Insomma non esiste un tempo assoluto, ma lo scorrere del tempo dipende dal sistema di riferimento in cui lo si misura. La teoria mi ha sempre affascinato e inquietato. Ho due gemelli, per fortuna eterozigoti.

Per Sant’Agostino il tempo non esiste, esiste la nostra anima in rapporto con Dio che è infinito e fuori dal tempo, immutabile: il tempo è semmai per noi “distensio animi”, un distendersi dell’anima che misura non il trascorrere delle cose, degli eventi, ma il sentimento che ci hanno lasciato e che ci lasciano. Anche diversi fisici quantistici formulano teorie sulla non esistenza del tempo, per non parlare degli universi paralleli. Insomma, forse il tempo non esiste, peccato che passa.

Mi sarebbe piaciuto essere uno scienziato e coniugare umanesimo e scienza, ma sono restato un ignorante e annaspo nel mio poco sapere. Sono qual sono. Del resto è sempre più tardi ormai per essere qualcos’altro. Il tempo da giovani sembra infinito come certi pomeriggi e tutto sembra si possa rimandare. Da vecchi invece scorre sempre più veloce. Einstein, se fosse ancora vivo, vi direbbe perché. Io posso solo dimostrarlo con i fatti, come Diogene di Sinope. Come si è visto, la filosofia non è sempre quella cosa con la quale e senza la quale, tutto resta tale e quale. Ci sono filosofi e filosofi. E fisici e fisici. E tutto cambia. Solo non tutto gira intorno a noi: alla nostra Terra e al nostro ego.

Comunque relativo deve essere davvero il tempo, perché con gli anni mi sembri ancora più bella mentre io invece invecchio e peggioro. Magari il caratterino un po’ ne risente, ma sarà un’impressione.

E così ti faccio gli auguri per il tempo che è passato più veloce e per quello che è trascorso più lento. Per gli anni buoni e quelli meno buoni. Per i giorni di compagnia e i giorni di solitudine. Per tutti i regali sbagliati: “si regala quello che piace all’altro, non quello che piace a te, egoista!”. È la tua teoria. Auguri per quanto e quando ci siamo amati e per quanto e quando non è stato così. Del resto tu mi dirai che l’amore, se è amore, non muta e io sostengo che anche l’amore varia con il tempo e in fondo anche il tempo varia con l’amore. Chi può dire cosa è vero e cosa no in questo campo? Anche il signor Pereira era incerto sulle ragioni della mente e del cuore. Forse perché il cuore e la mente non sono solo due organi del nostro corpo, sono il senso e il sentimento della nostra vita. Delle nostre vite diverse, come diversi noi siamo. E tu di certo migliore di me. Buon compleanno, mia cara.

Marco Celati

Pontedera, 13 novembre 2015

Marco Celati

Articoli dal Blog “Raccolte & Paesaggi” di Marco Celati