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martedì 17 ottobre 2017

RACCOLTE & PAESAGGI — il Blog di Marco Celati

Marco Celati

MARCO CELATI vive e lavora in Valdera. Ama scrivere e dipingere e si definisce così: “Non sono un poeta, ma solo uno che scrive poesie. Non sono nemmeno uno scrittore, ma solo uno che scrive”.

Il vento

di Marco Celati - mercoledì 11 ottobre 2017 ore 12:52

Il vento oggi fa sentire la sua voce. Una voce che si fa grossa, cresce frusciando fra le strade di città, soffia tra i casamenti, i palazzi, le case popolari. Viene a tratti il vento, prende forza, sembra placarsi e ancora riprende minaccioso, annunciato da mille rumori: cigolii, scricchiolii, tintinnii. Poi la folata, la sferza. Un muggito, un lamento. Gli alberi del viale si piegano, ondeggiano le piante nel cortile della scuola e dalle chiome uccelli si alzano in volo. Sull'incrocio si leva in aria un mulinello di polvere e cartacce, qualche finestra sbatte e viene chiusa in fretta. E dopo il soffio, il vento respira, concede una pausa. Sotto, le auto continuano a transitare, pesanti, rumorose. In alto le nuvole si muovono, silenziose e leggere. Osservo dal terrazzo la vita.

Il cielo ingrigisce, forse s'annuncia un temporale estivo, forse no. Non c'è trama e svolgimento, non ci sono colpe e misfatti. Solo la vita o presunta tale. E non è un delitto esistere. Osservare, del resto, è già tanto, come provare a sentire le cose, ciò che sta nelle cose, oltre il loro nome. Se c'è un significato. Nel vento, nell'aria, nelle strade, in ciò che ci circonda. Sentire e basta. Niente da spiegare, nulla di cui convincere o da cui essere convinti. Il vento rinfresca l'aria, l'aria rinfresca la casa, si sente odore di pioggia, ma non pioverà. Non oggi. Non credo. E questo è tutto. Semplicemente tutto.

È un dono quello di sentire? Un’attitudine giusta quella di contemplare la vita? Non lo so. A volte mi pare più una debolezza dell'animo. Forse è solo presunzione e nessuno sente più degli altri. Oppure credere che si possa cogliere il senso, il sentimento delle cose è più semplicemente un lusso, un pensiero da oziosi. Un pensiero che ci perde e che si perde. In realtà quello che accade, accade e travolge l'attimo, la fissità del momento. E noi dietro agli accadimenti andiamo, ne siamo causa ed effetto, per volontà o destino. Questo conta. Come il vento, che si dà momenti di tregua e poi riparte, porta via ogni cosa. Eppure, oltre ogni ragione e utilità, io lo sento, è possibile sentire: avvertire l'immobilita e il movimento, il silenzio ed il rumore, la solitudine e la folla, l'aspettativa ed il declino, la speranza ed il rimpianto, l'allegria e la tristezza. Forse il vento porta la conoscenza sensibile, l’anima del mondo. Forse non a caso “anima” viene dal greco “anemos”, vento. C'è una grande nostalgia del tempo, nel tempo stesso che si vive. Nelle generazioni, nell'epoca, nel secolo trascorso e in questo che viene. A cavallo degli anni: non è più ieri, ma non è ancora domani. Sembra di vivere un oggi eterno che non esaurisce e non distingue le sue albe e i suoi tramonti. E tutto confonde, verità ed errore.

Allah è grande e misericordioso. E il Profeta, l'ombra del Dio sulla terra. Gli esplosivi sono carichi. Devo indossarli, andare al mercato tra gli infedeli e i fratelli che convivono corrompendosi con loro e poi anch'io sarò vento e fuoco che tutto purifica. Tutti noi siamo innocenti e colpevoli. Non credo mi aspetti un paradiso di vergini, come dicono sarebbe scritto. Ho conosciuto la donna. Non è per questo. È la nostra risposta ai crociati che costringono il mondo all'ingiustizia e i nostri figli alla sottomissione e alla morte. I miscredenti che impongono il loro arrogante e ripugnante modello di vita. La loro impudicizia, che gode del peccato esteriore e ignora la bellezza della passione che scioglie i veli e si libera negli abbracci intimi e riservati degli sponsali. Occidentali blasfemi, senza i limiti che Dio decretò per il sapere, le immagini, lo spettacolo compiaciuto dello scialo e dello scempio. Hanno fatto di noi un popolo di migranti senza terra promessa. Ma detesto anche gli sceicchi ipocriti che infangano il Corano con le loro offensive, spregevoli ricchezze, l’oro nero con cui mantengono disuguaglianze ed armamenti. Non sono fanatico, integralista come dicono. Sono riluttante verso ogni fondamentalismo. Conosco la verità dell’Islam per quello che mi è dato conoscere e ho studiato alle scuole dell'occidente e appreso all'Università il senso relativo e contraddittorio delle verità. Prego molto alle ore precettate. Ho paura. Gli infedeli sono cani, mi dicono, eppure ho conosciuto persone sensibili, uomini e donne degni di rispetto, di amicizia. Sento rabbia, ma anche pena e compassione per loro, per tutti noi, per la vita stessa. Sarà questo vento che muove l'anima alla commozione. Sarà il dono del sentire che mi è stato concesso. Sarà che non ho mai fatto male a nessuno, odio il male e chi lo porta nel mondo, amo il mio prossimo, amo il mio Dio che annuncia misericordia per ogni essere umano. In fondo come il Dio dei cristiani, del Nuovo Testamento e delle altre religioni. Certe verità si affermano lentamente. Oh Dio, Signore del mondo, sarà del Tuo amore o della Tua spada che abbiamo bisogno? È giusto che inermi muoiano ed io con loro? Uomini, donne e bambini. La loro vita, se non la mia, sarà anche a Te cara, perché da Te avuta e a Te dovuta! Sarà questo vento che da Te emana, dalla natura, dal creato che con generosa benevolenza hai voluto donarci, oltre i nostri meriti e comportamenti. Ora soffia impetuoso e sembra incitarmi, spingermi, ora si placa e sembra invitarmi a desistere. E portare la pace tra i miei simili e dentro di me, nel tumulto dei sentimenti e dei pensieri. Sarò un vigliacco indegno, ma non un assassino, un terrorista, come dicono. Allah, nella Tua sconfinata grandezza e misericordia, abbi pietà di me. La mia fede verso Te, oltre i miei limiti. Sarà quello che Tu vorrai, ma non voglio uccidere, non voglio morire. Sento che non è questo ciò che vuoi. Sì, io lo sento, come avverto nell’aria che si muove e respiro, la forza e la poesia. Occorre più coraggio a vivere ed amare. Prego perché il Tuo mondo si avveri, ma ci sarà un modo perché i nostri Profeti si incontrino e il mondo possa essere governato secondo i Tuoi giusti principi e saggi comandamenti! E tutti possiamo vivere come uguali sulla Terra: uomini e donne liberi. Oh, mio Dio, Dio dei credenti e dei viventi, Ti invoco e supplico il Tuo perdono! Liberaci e portaci a conoscere le cose, salvi, oltre l'odio e la morte: che possiamo avvertire il vento e il soffio della vita, della Tua universale sapienza e del Tuo infinito amore. InshAllah!

Marco Celati

Pontedera, 19 Luglio 2017

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L’elaborato grafico che accompagna il racconto è fatto con immagini da me realizzate e anche trovate in rete, che ho ritagliato, scontornato, sovrapposto e ridipinto. Il discorso dell’anima e del vento: “Sarà per qualche motivo che "anima" viene dal greco "anemos", vento” è di Paolo Rumiz, “Il Ciclope”, un libro bellissimo di isole e di fari, di “viaggi immobili” della scrittura e dell’anima. Un regalo inaspettato e gradito, “ricordo di lavoro in comune”. Il breve racconto sconta e rigetta il terrore ed esprime una speranza, oltre l’orrore cieco dei tempi.

Marco Celati

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